20 agosto 2019
Aggiornato 18:30

Villarosa: «Microcredito, speranza per micro imprese e famiglie in difficoltà»

Al mercato di Testaccio, a Roma, i parlamentari del Movimento 5 Stelle presentano «Microcredito 5 Stelle», il fondo attraverso il quale si propongono di finanziare micro imprese, aziende in difficoltà, strart up e famiglie. Il fondo è costituito della diaria e di parte dello stipendio dei membri del M5s. Sono stati raccolti 10milioni di euro in due anni. E se lo facessero tutti i parlamentari?

ROMA - «Ad oggi sia le famiglie che le micro imprese non hanno garanzie, quindi nessuna banca dà loro fiducia, o falliscono o non hanno nessun'altra possibilità». È per questo che nasce il Microcredito del Movimento 5 Stelle. A spiegare di cosa si parla, in un'intervista rilasciata al DiariodelWeb.it, è Alessio Villarosa, deputato grillino e membro della Commissione Finanze. 

SPERANZA A MICRO IMPRESE - «Ad oggi esisteva solo il Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese – spiega Villarosa –. Noi abbiamo deciso di destinare i nostri soldi alle imprese, però non volevamo destinarli alla piccole e medie imprese, perché la piccola impresa parte da 250 dipendenti, mentre la nostra intenzione era quella di concentrarci sulle micro imprese – cioè quelle con meno di dieci dipendenti – e sulle famiglie in difficoltà. Allora abbiamo, prima di tutto, ampliato la possibilità di versamento di fondi all'interno del Fondo di garanzia, cosa prima vietata. Dopodiché abbiamo, prima con un emendamento e poi con un decreto legislativo, introdotto dentro il Fondo di garanzia per le piccole medie imprese, anche un Fondo per il Microcredito», afferma il deputato del Movimento 5 Stelle. 

DIARIA E STIPENDIO PER FONDO  - «In pratica – continua Villanova –, questo Fondo è destinato alle aziende sotto i dieci dipendenti e anche alle famiglie in difficoltà, che presentando dei bilanci familiari e possono ottenere dei finanziamenti. Così come anche le imprese: fino a 25mila euro le imprese e fino a 10mila euro le famiglie, senza bisogno di nessuna garanzia. Ieri abbiamo presentato il nuovo sito e tutti i servizi, perché oggi esce definitivamente l'ultimo ordinamento rispetto alla Fondo del Microcredito. Quindi abbiamo anticipato il dito e le ultime destituzioni proprio per tenere accesa l'attenzione su questa nuova possibilità. Ad oggi sia le famiglie che le micro imprese non hanno garanzie, quindi nessuna banca dà loro fiducia, non avendo così nessun'altra possibilità, finiscono per fallire». Come spiega Villanova, i deputati del Movimento 5 Stelle si impegnano a donare al Fondo buona parte delle loro retribuzioni da parlamentari: «Io, da quando sono arrivato, sono quasi a centomila euro di restituzione. Sto donando tutto quello che non spendo per venire a Roma, per gli eventi e per i collaboratori»

DI MAIO: SE LO FACESSERO TUTTI I PARLAMENTARI? - La proposta di istituire un fondo come quello del «Microcredito 5 Stelle» era stata lanciata nel 2013, all'ingresso in Parlamento dei grillini. Ieri, in occasione della presentazione al mercato di Testaccio, a Roma, è stato presentato ufficialmente il progetto, che si concretizzerà in un fondo istituito presso il ministero dello Sviluppo economico. Il primo versamento è di dieci milioni di euro. «Possiamo salvare un’impresa al giorno per i prossimi 10 anni – afferma Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera –, i soldi li mettiamo noi dai nostri stipendi. Sappiamo bene che il problema per aziende, piccoli imprenditori e commercianti, non sono solo i soldi ma anche le lungaggini burocratiche. Per questo abbiamo creato un sito». Le imprese, potranno, così usufruire di un prestito a tassi di interessi bassissimi e inizieranno a restituire il denaro ricevuto solo dopo tre mesi. Soldi, questi, che serviranno per il finanziamento di altre aziende. Quaranta imprese al mese: questo l'obiettivo prospettato da Di Maio per i prossimi dieci anni. «In due anni il movimento è riuscito a restituire 10 milioni di euro. Quanto potremmo aiutare le imprese se lo facessimo tutti? Per questo lancio un appello, il Paese ne ha bisogno», incalza Di Maio. Non solo imprese in difficoltà, ma anche attività non ancora avviate per mancanza di fondi. 

COME ACCEDERE AL FONDO - Come fare per accedere al fondo? Tre passaggi: innanzitutto, è necessario recarsi in un ufficio di consulenza del lavoro, in quanto il Movimento ha istituito con questi una partnership gratuita. «A questo punto – spiega sempre Di Maio – c’è il passaggio ad un intermediario, possono essere le Poste o un istituto di credito, per accedere a un fondo che non chiede garanzie reali. Si può entrare a testa alta perchè stavolta l’idea prevale su tutto. Una volta presentate le carte e approvato il progetto, trascorrono 10 giorni per avere il finanziamento». A questo servizio è affiancato uno di 'consulenza' in caso i cittadini si trovino di fronte a porte sbattute o «scuse improbabili».