29 agosto 2025
Aggiornato 05:30
Il Governo ridurrà i finanziamenti all'editoria

Renzi: «Agenzie e giornali costano troppo ai contribuenti»

Il premier, durante la question time alla Camera, annuncia i tagli all'editoria previsti dal suo Governo. A cui rivendica, inoltre, una strenua lotta alla povertà mediante interventi concreti. E in tema di liberalizzazioni, afferma che è una priorità, «ma abbiamo la necessità di scandire i tempi»

ROMAIl governo interverrà nel settore delle agenzie di stampa, dove il livello di intervento del pubblico «non ha paragoni al mondo» e il cui finanziamento «è da rivedere». Lo ha detto il premier Matteo Renzi, rispondendo ad una interrogazione di Sergio Pizzolante (Ncd) durante il question time alla Camera. "Confermo la volontà dei palazzo Chigi e del Dipartimento per l'editoria di intervenire perchè il livello di interventi in questo settore non ha paragoni in nessun Paese al mondo" e "credo che l'attuale livello di finanziamento all'editoria sia da rivedere», ha detto Renzi. "Siamo pronti a intervenire, semplificare e ridurre, ma lo faremo con la massima concertazione e con il coinvolgimento doveroso di tutti i soggetti interessati».

LOTTIAMO CONTRO LA POVERTA' IN ITALIA - «Il governo ha ben chiaro il valore drammatico della situazione della povertà in questo momento e sarebbe interessante discutere come, invece, nel mondo il livello della povertà sia profondamente diminuito. Qualche mese fa l'Economist sottolineava come si stesse andando verso la fine della povertà nel mondo ma nel nostro Paese il dato collegati alla situazione della crisi. Mai un governo ha cominciato a fare quello che ha fatto questo governo, aumentando denari sul sociale e sul terzo settore». Lo ha affermato il premier, rispondendo a una interrogazione di Sel. «Mai come con questo governo si è fatta la lotta alla povertà con interventi concreti», ha affermato. Renzi sottolinea che ci sono due tipi di povertà: la prima - osserva - è «quella culturale ed educativa e noi intendiamo fare una gigantesca battaglia su questo». La seconda - prosegue - è quella economica che non si può combattere «con una tantum». «Qualcuno dalle sue parti diceva 'anche i ricchi piangano', il nostro vero obiettivo è che anche i poveri debbano sorridere attraverso un'altra politica di crescita». Il premier, inoltre, ha rimarcato:«Questa è la grande legislatura delle riforme».

NEL 2015 LIBERALIZZAZIONI - Il tema delle liberalizzazioni e della concorrenza sarà affrontato nel 2015 per dare nel frattempo al Parlamento di approvare altre riforme come quella del lavoro, quella costituzionale e la legge elettorale. Lo afferma Matteo Renzi durante il question time alla Camera. «Noi - spiega - consideriamo» quella della liberalizzazioni «una priorità ma abbiamo la necessità di scandire i tempi. Il Parlamento sta affrontando delle riforme importanti, qualsiasi cosa si dica fuori da qui, il Parlamento sta discutendo la riforma del lavoro, quella costituzionale, quella elettorale, scuola, giustizia»«Vorrei evitare un eccesso di provvedimenti. Nel 2015 - assicura - affronteremo il tema delle liberalizzazioni: le priorità su cui siamo già partiti con vari interventi sono i servizi pubblici locali, la semplificazione delle procedure di appalti e la e semplificazioni delle centrali di acquisto. Il resto sarà inserito in una misura ad hoc».