25 ottobre 2020
Aggiornato 03:00
La mafia a Roma rilancia il sindaco

Marino: «Ora il Pd lasci fare a me il rimpasto»

"Sono colpito dalla gravità di quanto sta accadendo e trovo ancora più forza e determinazione a procedere con il cambiamento promesso ai cittadini": così il sindaco di Roma, Ignazio Marino, in un'intervista rilasciata a Il Messaggero sugli arresti e gli indagati ieri nella Capitale.

ROMA - «Sabato scorso, quando ero seduto accanto a Pignatone, avevo percepito dalle sue parole la gravità degli intrecci nella nostra città della criminalità organizzata, che aveva trovato un modus operandi diverso da quello delle mafie del Sud", ha dichiarato Ignazio Marino.

LA MAFIA SI E' SEDUTA AL TAVOLO DELL'AMMINISTRAZIONE CAPITOLINA - Il sindaco di Roma, Ignazio Marino, ha affidato le sue parole al quotidiano Il Messaggero all'indomani del «terremoto» provocato dall'inchiesta condotta dalla Procura di Roma, ricordando che sabato scorso il Procuratore Capo, Giuseppe Pignatone, è intervenuto dal palco del teatro Quirino, dove si è svolta la due giorni programmatica del Pd romano. Un lungo intervento quello di Pignatone, nel corso del quale si era soffermato sulle possibili attività della criminalità organizzata nella Capitale. «Nel Sud le mafie devono uccidere, qui hanno trovato la possibilità di sedersi al tavolo con la cattiva politica e la cattiva amministrazione, utilizzando con reciproca convenienza i soldi delle tasse dei cittadini» ha detto ancora Marino.

CAMBIERO' ROMA PER I ROMANI - «Sono colpito dalla gravità di quanto sta accadendo e trovo ancora più forza e determinazione a procedere con il cambiamento promesso ai cittadini». Così il sindaco di Roma, Ignazio Marino, in un'intervista rilasciata a Il Messaggero sugli arresti e gli indagati ieri nella Capitale. Per Marino «era evidente che nella passata legislatura ci fossero dei legami poco chiari tra cattiva politica e chi svolgeva attività non nell'interesse del bene pubblico", ed ha aggiunto, scrivendo sul suo profilo facebook: «L'ho detto e lo ripeto. Abbiamo sbarrato la porta agli interessi, agli inciuci, ai rapporti poco chiari. Il nostro obiettivo resta uno e uno soltanto: cambiare questa città solo per i romani e le romane».