31 marzo 2020
Aggiornato 04:30
Mafia a Roma. Già 37 arresti

Mafia Capitale. Ecco a voi la nuova Banda della Magliana

L'ordinanza del giudice Flavia Costantini ricostruisce un'organizzazione poliedrica e pericolosa, quasi un'evoluzione della famigerata Banda della Magliana. Un'organizzazione che opera in un «mondo di mezzo», dove il micorocosmo dei colletti bianchi e le batterie di criminali, rapinatori, trafficanti di droga si incontrano

ROMA - «Mafia Capitale» è «un gruppo illecito evoluto, che si avvale della forza d'intimidazione derivante, anche, dal passato criminale di alcuni dei suoi più significativi esponenti». Il gip Flavia Costantini ricostruisce nell'ordinanza di custodia cautelare eseguita oggi dal Ros dei carabinieri rapporti storici ed origini del gruppo criminale che ha portato oggi all'arresto di 37 persone, alle perquisizioni di uffici e case d'abitazione, alle dimissioni di diversi esponenti politici.

MAFIA CAPITALE - Quello che è stato svelato - aggiunge il giudice - «evidenzia un gruppo criminale che costituisce il punto d'arrivo di organizzazioni che hanno preso le mosse dall'eversione nera, anche nei suoi collegamenti con apparati istituzionali, che si sono evolute, in alcune loro componenti, nel fenomeno criminale della Banda della Magliana, definitivamente trasformate in Mafia Capitale». Quella che si ha di fronte è una «organizzazione criminale tanto pericolosa quanto poliedrica che, per dirla con le parole di uno dei suoi più autorevoli e pericolosi esponenti, Massimo Carminati ('il Pirata' o 'il Cecato'), opera, soprattutto, in un mondo di mezzo, un luogo dove, per effetto della potenza e dell'autorevolezza di Mafia Capitale, si realizzano sinergie criminali e si compongono equilibri illeciti tra il mondo di sopra, fatto di colletti bianchi, imprenditoria e istituzioni, e il mondo di sotto, fatto di batterie di rapinatori, trafficanti di droga, gruppi che operano illecitamente con l'uso delle armi».

LA LORO ARMA E' L'INTIMIDAZIONE - L'organizzazione di «Mafia Capitale» usa «la forza d'intimidazione derivante dal vincolo associativo in zone del territorio della capitale, in aree del suo tessuto economico e istituzionale, nella direzione degli appartenenti all'organizzazione criminale medesima, nella direzione di realtà istituzionali, nella direzione di realtà criminali». E' una «forza d'intimidazione che non ha un territorio fisico, istituzionale o sociale privilegiato, ma che viene immediatamente percepita e subìta da chiunque con essa s'imbatta». Ed è «per effetto della forza d'intimidazione derivante da tale vincolo associativo, e della sua capacità di attraversare territori fisici, istituzionali, economici e criminali, che 'Mafia Capitale' ha la capacità di elaborare equilibri e di creare sinergie illecite tra mondi diversissimi tra loro».

ANALOGIE CON LA BANDA DELLA MAGLIANA - Sul piano oggettivo - continua il giudice Costantini - 'Mafia Capitale' «risulta aver mutuato dalla Banda della Magliana alcune delle sue principali caratteristiche organizzative, quali il legame con appartenenti ai movimenti eversivi della destra romana, legame che, come si vedrà più avanti, sembra essersi evoluto in parallelo all'evoluzione di alcuni dei principali esponenti di quel movimento, divenuti nel frattempo rappresentanti politici o manager di enti pubblici economici; il rapporto paritetico con i rappresentanti sul territorio romano delle organizzazioni mafiose tradizionali; la protezione derivante da legami occulti con apparati istituzionali; il perdurante legame con la malavita di strada, vale a dire con soggetti dediti a rapine, traffico di stupefacenti, usura».

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