21 novembre 2019
Aggiornato 11:30
Il Pontefice alla Fao in difesa dell'ambiente

Il Papa: «Dio perdona, la Terra no»

Il Papa in visita alla Fao affronta il tema delicato dell'ambiente e redarguisce l'uomo, sempre incline ad assecondare pressioni politiche ed economiche che trascurano la «madre e sorella terra», che, vittima dell'azione scelerata dell'uomo potrebbe rispondere con «la distruzione».

ROMA - «Rispettare la terra perché non risponda con la distruzione». Queste le parole di Papa Francesco in occasione di una visita alla Fao. «Se si crede al principio dell'unità della famiglia umana, fondato sulla paternità di Dio Creatore, e alla fratellanza degli esseri umani, nessuna forma di pressione politica o economica che si serva della disponibilità di cibo può essere accettabile. Ma, soprattutto, nessun sistema di discriminazione, di fatto o di diritto, vincolato alla capacità di accesso al mercato degli alimenti, deve essere preso come modello delle azioni internazionali che si propongono di eliminare la fame», sostiene Jorge Mario Bergoglio.

LE PRESSIONI POLITICHE ED ECONOMICHE DISTRUGGONO IL PIANETA - Il Pontefice prosegue il suo intervento a braccio e redarguisce l'uomo con il pensiero amaro di una terra che non perdona, al contrario di Dio. Afferma, infatti, Papa Francesco: «Penso alla nostra sorella e madre terra, al pianeta: se non ci sono pressioni politiche e economiche per evitare che si autodistrugga», ha detto Jorge Mario Bergoglio. «Ricordo una frase di un anziano: dio sempre perdona, la sofferenza il maltrattamento, gli uomini perdoniamo a volte, la terra non perdona mai. Rispettiamo la terra perché non risponda con la distruzione».

L'ACQUA POSSIBILE CAUSA DI GUERRA - «So che sapete andare oltre ogni carata e vedere i volti spenti e provati dalla fame e dalla sete. L'acqua non è gratis come tante volte pensiamo: è il grave problema che può portarci a una guerra». Così Papa Francesco incontrando i dipendenti della Fao dopo aver parlato ai delegati internazionali della seconda conferenza sulla denutrizione. «In ogni ambiente pubblico e istituzionale, soprattutto nel vostro, c'è bisogno di persone che si distinguano non solo per la professionalità, ma anche per senso spiccato umanità», ha detto loro il Papa. «Vi incito a essere premurosi e solidali sull'esempio di Gesù che si è caricato delle sofferenze e dei mali dell'umanitià a non scoraggiarvi di fronte alle difficoltà e sostenervi gli uni e gli altri e guardare il futuro con speranza. Il vostro lavoro nascosto - ha concluso Bergoglio - guarda alle persone, uomini donne bambini, nonni nonne, persone affamate, come ho detto recentemente queste persone non ci chiedono altro che dignità, non elemosina. Questo è il vostro lavoro, aiutare acché arrivi loro la dignità»

IL MERCATO OSTACOLA LA LOTTA ALLA FAME - «Oggi si parla molto di diritti, dimenticando spesso i doveri; forse ci siamo preoccupati troppo poco di quanti soffrono la fame». Così Papa Francesco alla Fao. «E' inoltre doloroso constatare che la lotta contro la fame e la denutrizione viene ostacolata dalla 'priorità del mercato', e dalla 'preminenza del guadagno', che hanno ridotto il cibo a una merce qualsiasi, soggetta a speculazione, anche finanziaria».

IL SOSPETTO RECIPROCO UCCIDE I RAPPORTI TRA LE NAZIONI - «Viviamo in un'epoca in cui i rapporti tra le nazioni sono troppo spesso rovinati dal sospetto reciproco, che a volte si tramuta in forme di aggressione bellica ed economica, mina l'amicizia tra fratelli e rifiuta o scarta chi già è escluso», ha aggiunto Papa Francesco. «Lo sa bene chi manca del pane quotidiano e di un lavoro dignitoso. Questo è il quadro del mondo, in cui si devono riconoscere i limiti di impostazioni basate sulla sovranità di ognuno degli Stati, intesa come assoluta, e sugli interessi nazionali, condizionati spesso da ridotti gruppi di potere. Lo spiega bene la lettura della vostra agenda di lavoro volta a elaborare nuove norme e maggiori impegni per nutrire il mondo. In questa prospettiva spero che, nella formulazione di tali impegni, gli Stati s'ispirino alla convinzione che il diritto all'alimentazione sarà garantito solo se ci preoccupiamo del suo soggetto reale, vale a dire la persona che patisce gli effetti della fame e della denutrizione».