13 novembre 2019
Aggiornato 20:30

"Facciamo una opposizione incomprensibile"

L'ex Governatore della Regione Lazio e deputata di Forza Italia, Renata Polverini, critica la posizione assunta dal suo partito e dal leader, Silvio Berlusconi: "L'atteggiamento di FI verso il Pd non è di vera opposizione".

ROMA - Ospite di Agorà, su Rai Tre, l'ex Governatore della Regione Lazio e deputata di Forza Italia, Renata Polverini, commenta l'operato del Governo e la condotta del presidente del Consiglio, Matteo Renzi. La deputata afferma: «Sicuramente in questo momento la sinistra ha trovato il leader che per tanti anni ha avuto la destra con Berlusconi"  e aggiunge ancora:  «L'atteggiamento che noi abbiamo con il Pd non ci premia dal punto di vista elettorale e siamo nell'impossibilità di comunicare la nostra opposizione agli elettori».

BERLUSCONI APPOGGIA IL GOVERNO E E' IN CONTRASTO CON POSIZIONI FI - Prosegue il suo intervento ad Agorà, l'ex Presidente della Regione Lazio, e si esprime in modo critico nei confronti della posizione assunta dal suo partito e, in particolare, dal leader, Silvio Berlusconi: «Quando infatti continuiamo a sostenere le riforme costituzionali e affermiamo di rappresentare una parte responsabile del Paese dando una maggioranza al Governo che altrimenti non avrebbe i numeri per attuarle è evidente che entriamo in contrasto con le nostre posizioni sul piano economico». La deputata di FI ha accennato anche alla politica del leader del M5S: «Il tentativo di Grillo è quello di occupare ciò che vede libero perché è evidente che Renzi con il suo modo di comunicare tenta di coprire tutto lo spazio dei moderati e a Grillo non resta altro che seguire le derive di destra».

DDL STABILITA': UN VERGOGNOSO PROVVEDIMENTO - La deputata di Forza Italia e vicepresidente della Commissione Lavoro è poi passata a commentare la Legge di Stabilità, toccando il nodo caldo delle pensioni e definendo la legge un «vergognoso provvedimento». Afferma la Polverini: «Dopo il danno la beffa: non solo ai pensionati Renzi non darà gli 80 euro promessi, ma pagherà le pensioni con oltre dieci giorni di ritardo lucrando così sulla pelle degli anziani ben 20 milioni di euro in base ai calcoli fatti da alcuni quotidiani. E siccome in questo vergognoso provvedimento non manca una nota di comicità involontaria, la prima pensione col nuovo sistema sarà pagata solo il 12 gennaio, visto che la bozza fantasma della legge di stabilità prevede che se la data del pagamento capita in una giornata festiva si passi al primo giorno bancabile. Così accadrà in almeno altre due occasioni nel corso del 2015 e precisamente a maggio e a ottobre». Aggiunge ancora la Polverini nella nota: «Tutto questo oltre a rappresentare un danno economico evidente per chi sarà costretto a farsi anticipare i soldi dalle banche o dai familiari, magari per pagare l'affitto che notoriamente scade il 5 del mese, costituisce una evidente scorrettezza da parte del Governo che ha unilateralmente deciso di non onorare i suoi impegni verso una parte oggettivamente debole della cittadinanza».