23 ottobre 2019
Aggiornato 20:00

Brunetta: «Sull'articolo 18 Renzi si inchina alla minoranza»

In seguito alle decisioni prese nella serata di ieri durante la Direzione del Partito democratico, Renato Brunetta commenta le conclusioni cui Renzi è giunto, ponendo particolare accento sulla questione delicata del reintegro del licenziamento. Brunetta sgrida il pemier, consigliando di non mettere in piedi giochetti sull'art. 18: stavolta l'Europa non si lascerà abbindolare dal fiorentino.

ROMA - Conclusa la Direzione nazionale del Partito democratico, da ogni fronte della politica arrivano i commenti sulle decisioni prese dal partito di Renzi. Il presidente dei deputati di Forza Italia, Renato Brunetta, si esprime sull'esito della Direzione, ponendo l'attenzione sulla questione «reintegro».

«RENZI NON TRALSCI I DETTAGLI» - Secondo quanto deciso dal Pd di ieri sera, il posto di lavoro verrebbe restituito al lavoratore non soltanto se il licenziamento avvenisse per casi discriminatori, ma anche per problemi disciplinari. Come fa notare l'esponente di FI, però, queste risultano essere le questioni principali del contenzioso: «Si vede che il premier, abituato a scolpire nel bronzo, non ha tempo per i dettagli. Questi, però, sono molto importanti quando si ha a che fare con delle norme, tanto più se esse regolano un aspetto tanto delicato come la risoluzione del rapporto di lavoro. Nella sua relazione nella riunione della direzione del Pd di ieri, Matteo Renzi non si è limitato a dire che la reintegra sarebbe rimasta, come è ovvio e condiviso, solo nel caso dei licenziamenti nulli o discriminatori, ma anche nel caso dei licenziamenti disciplinari, che sono il vero problema per le imprese, in quanto sono determinati da fatti e comportamenti che riguardano il rapporto di fiducia tra datore di lavoro e lavoratore».

FI C'È, MA SENZA PRESE IN GIRO - Renato Brunetta continua il suo commento ammonendo Renzi e ricordando che Forza Italia è disposta a sostenere le riforme sì, ma non a rincorrere i giochetti del Pd: «Se così fosse - prosegue il presidente dei deputati di Forza Italia - non cambierebbe un bel nulla, perché la materia del licenziamento economico è già stata regolata dalla legge Fornero, con una procedura che, secondo i dati del monitoraggio, funziona abbastanza. Forza Italia è disposta ad appoggiare le riforme, ma non a farsi prendere in giro. Per ora ci limitiamo a chiedere spiegazioni da chi nel governo è in grado di distinguere una norma di legge da una bicicletta (ammesso e non concesso che qualcuno ci sia)». «Altrimenti - conclude Brunetta - sarà nostro dovere denunciare all'opinione pubblica l'imbroglio. E siamo convinti che questa volta gli italiani (e l'Europa) sapranno giudicare».

LA BEFFA CHE NON PIACE ALL'EUROPA - In un tweet, il presidente dei deputati di Forza Italia aggiunge poi: «A Matteo Renzi, a Maurizio Sacconi. Licenziamenti disciplinari: uscito dalla porta art. 18 rientra da finestra?! Questa volta l'Europa non la beve».