16 ottobre 2019
Aggiornato 08:30

Brunetta a Renzi: Siete responsabili del record dei fallimenti

La PA deve pagare oltre 60 miliardi alle imprese: una trentina sono stati già stanziati (ma non erogati), mentre gli altri si devono ancora trovare. Brunetta parte all'attacco di Renzi: «Chiediamo che il governo riferisca in Parlamento. Le tue sono solo chiacchiere, non hai pagato un euro«. E nel frattempo hanno chiuso oltre 4mila imprese.

ROMA - Nuova impennata dei fallimenti. Tra aprile e giugno, più di quattromila imprese hanno aperto una procedura fallimentare, segnando un incremento del 14,3 per cento rispetto allo stesso periodo del 2013. È quanto emerge dai dati trimestrali diffusi dal Cerved, che evidenziano come la crescita a doppia cifra porta i default oltre quota ottomila se si considera l'intero semestre, +10,5% rispetto al livello già elevato dell'anno precedente e record assoluto dall'inizio della serie storica, risalente al 2001.

BOOM DI FALLIMENTI: K.O. 40MILA IMPRESE - Per Confcommercio i dati sui fallimenti «confermano che la crisi continua a dispiegare i suoi effetti, costringendo molte imprese, che finora hanno resistito, a chiudere. Tutti i territori e tutti i settori continuano ad attraversare una crisi senza precedenti che sta destrutturando il nostro sistema produttivo, pregiudicando anche le fragili prospettive di una ripresa che comunque arriverà solo nel 2015». È dunque «evidente che le imprese, per il perdurare della stagnazione dei consumi, per una pressione fiscale che non accenna a diminuire, per l'impossibilità di far fronte ai fabbisogni finanziari, come alla scarsa offerta del credito, e per il calo di fiducia, fronteggiano un quadro economico ancora di crisi strutturale».

BRUNETTA: IL MEF? PIENO DI TRANELLI - «La Pubblica Amministrazione deve pagare almeno altri 60 miliardi alle imprese, una trentina di quelli già stanziati e non erogati, più altrettanti ancora da stanziare. Queste cifre non possono essere contestate». Lo dice in una nota il presidente dei Popolari per l'Italia Mario Mauro, a proposito del debito delle amministrazioni pubbliche verso le imprese. E alla sua voce si unisce quella di Renato Brunetta che si scaglia contro l'inadempienza del governo Renzi:«Tanto tuonò, che non piovve. All'alba delle 20.25 del 23 settembre, il Ministero dell'Economia e delle finanze ha finalmente aggiornato la pagina del suo sito relativa ai pagamenti dei debiti delle Pubbliche Amministrazioni. Aggiornamento atteso per il 21 settembre. Due giorni di ritardo. Prima incongruenza: mancato rispetto delle scadenze". Secondo il Mef, i debiti da saldare ammontano complessivamente a circa 50 miliardi. «Ci chiediamo allora - aggiunge Brunetta - perchè il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, abbia fatto sempre riferimento alla cifra di 68 miliardi, che deriva, invero, dalla semplice sottrazione: 90 miliardi di debiti delle Pa in essere al 31 dicembre 2012 meno 22 miliardi pagati dai governi Monti e Letta alla data dell'insediamento di Matteo Renzi. Seconda incongruenza. Sempre il Bollettino Economico della Banca d'Italia di aprile 2014, citato dal Mef, che, a dirla tutta, rinvia alla più recente Relazione annuale sul 2013, sempre della Banca d'Italia, del 30 maggio 2014, rileva che nel corso del 2013 l'indebitamento commerciale complessivo delle Amministrazioni pubbliche è sceso da circa 90 a poco più di 75 miliardi. Guarda caso all'incirca proprio quei 17,8 miliardi che dal sito del Mef risultano pagati tra il 6 agosto e il 29 novembre 2013. Ci chiediamo, quindi, perchè il Mef fa riferimento, a seconda della convenienza, a 90 miliardi di debiti oppure a 50 miliardi. Terza incongruenza», rimarca Brunetta.

INCONGRUENZE ED ERRORI DI CALCOLO - «Nel comunicato del 23 settembre che accompagna la pubblicazione dei dati aggiornati, il Mef annuncia che tra settembre e novembre dovrebbero essere richiesti da Regioni e Comuni e quindi erogati dal Tesoro circa 9 miliardi. Ma se i debiti della Pa sono stati pagati tutti, come sostiene il presidente Renzi, perchè tra settembre e novembre dovrebbero esserne liquidati degli altri? Quarta incongruenza. Ancora nel comunicato del Mef si afferma che "La vera sfida del Governo è la riduzione generalizzata dei tempi medi di pagamento a 30 giorni". Fantastico. Ma questo non riguarda l'impegno del premier relativo al pagamento di tutti i debiti scaduti, bensì il pagamento delle nuove forniture, quindi la direttiva europea che prevede l'obbligo per le Pa di pagare le imprese creditrici entro il termine massimo di 30 giorni, pena interessi di mora dell'8% più l'euribor, con riferimento alla quale, non dimentichiamo, lo scorso 18 giugno il governo italiano ha ricevuto una lettera di messa in mora da parte della Commissione europea. Quinta incongruenza», prosegue il capogruppo FI alla Camera.

RENZI? SOLO CHIACCHIERE. NON PAGA UN EURO - «Vogliamo essere, però, buoni, e perdonare tutte le cinque incongruenze rilevate. Accettiamo anche il ragionamento del Mef, secondo cui i debiti totali residui delle Pubbliche amministrazioni ammontano a 50 miliardi. Resta il fatto che ad oggi ne son stati pagati solo 31,3, di cui, come noto, 22,8 dai governi Monti e Letta. Ne deriva che l'intero ammontare non è stato saldato come da promessa del presidente Renzi: 31,3 miliardi su 50 miliardi rappresenta solo il 62,6%, e non il 100%. Inoltre, di quei 31,3 miliardi il governo Renzi ne ha pagati solo 8,5, pari al 27,16%. Numeri, non chiacchiere. Una sola parola: confusione. Lo diciamo al ministro dell'Economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan, al Ragioniere generale dello Stato, Daniele Franco, e soprattutto al presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Non è così che si governa un paese. Non è così che si dà conto ai cittadini e alle imprese italiane del proprio operato. Chiediamo più rispetto, e meno spocchia e arroganza. Chiediamo - conclude Brunetta - che su tutto questo il governo riferisca al Parlamento».