12 luglio 2020
Aggiornato 17:00
Via il bicameralismo perfetto

La riforma della Costituzione inizia a prendere forma

La commissione Affari costituzionali del Senato ha avviato oggi le votazioni sui testi predisposti dai relatori Anna Finocchiaro (Pd) e Roberto Calderoli (Lega) ed ha dato l'ok alle prime norme che dovrebbero disegnare l'architettura del nuovo Parlamento. Un avvio prudente, in attesa dei nuovi contatti fra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi

ROMA - La riforma della Costituzione inizia a prendere forma, ma i nodi politici principali restano tutti da sciogliere. La commissione Affari costituzionali del Senato ha avviato ieri le votazioni sui testi predisposti dai relatori Anna Finocchiaro (Pd) e Roberto Calderoli (Lega) ed ha dato l'ok alle prime norme che dovrebbero disegnare l'architettura del nuovo Parlamento. Un avvio prudente, in attesa dei nuovi contatti fra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi e dell'assemblea dei parlamentari di Forza Italia in programma giovedì, che dovrebbe ratificare le decisioni finali degli azzurri, componente fondamentale della «maggioranza delle riforme». Soddisfatti il ministro Boschi, «un buon inizio», e i relatori: «La prossima settimana - dice Finocchiaro - dovremmo essere in grado di andare in Aula». E per Calderoli «iniziare a votare era assolutamente necessario, le discussioni vanno fatte nelle sedi proprie, non a mezzo stampa».

Cancellato il vecchio bicameralismo perfetto
Il passaggio più rilevante in commissione oggi è stato il via libera al nuovo testo dell'articolo 55 della Costituzione, che definisce le funzioni di Camera e Senato e di fatto cancella il vecchio bicameralismo «perfetto». La Camera alta si chiamerà «Senato della Repubblica» e, a differenza di quanto accade per i deputati, ciascuno dei quali «rappresenta la nazione», il nuovo Senato, secondo il testo, «rappresenta le istituzioni territoriali». Alla Camera la fiducia al Governo, la funzione di «indirizzo politico, la funzione legislativa e quella di controllo dell'operato del governo». Il Senato invece «concorre - secondo il testo passato in commissione - nei casi e secondo modalità stabilite dalla Costituzione, alla funzione legislativa ed esercita la funzione di raccordo tra lo Stato, l'Unione europea e gli altri enti costitutivi della Repubblica».

Crimi (M5S): Nella maggioranza non c'è l'accordo
Accantonati i punti cruciali, cioè gli articoli 56, 57 e 58 della Costituzione, sulle modalità di elezione dei parlamentari delle due Camere, cosa che fa dire a Vito Crimi del Movimento 5 stelle che «nella maggioranza non c'è l'accordo». La commissione ha approvato anche la modifica dell'articolo 59 della Carta, quello che disciplina la nomina dei senatori a vita. Nel senato del futuro dovrebbero essere cinque, sempre di nomina presidenziale, ma resteranno in carica sette anni per un mandato non ripetibile. I lavori della commissione riprendono a palazzo Madama domattina alle 10.30.