25 giugno 2021
Aggiornato 03:00
La partita delle riforme

Renzi, piano B con i grillini per evitare lo stallo sull'Italicum

Il premier vede i grillini e concede mezze aperture, più di forma che di sostanza ma sufficienti a tenere aperta la prospettiva di un possibile altro tavolo sulla riforma del sistema di voto, salvo poi in serata rassicurare Fi che «l'Italicum resta la via maestra».

ROMA - E' il modello che ha già funzionato per la riforma del Senato quello che Matteo Renzi sta applicando ora alla legge elettorale. Il premier vede i grillini e concede mezze aperture, più di forma che di sostanza ma sufficienti a tenere aperta la prospettiva di un possibile altro tavolo sulla riforma del sistema di voto, salvo poi in serata rassicurare Fi che «l'Italicum resta la via maestra». Già subito dopo il successo delle europee un senatore Pd spiegava: «Ora nessuno vorrà dare a Renzi l'arma di una nuova legge elettorale, già prima pochi avevano interesse a farlo, adesso a maggior ragione». Proprio questo scenario, raccontano, vuole evitare il premier: quello di ritrovarsi ostaggio di alleati di governo e di riforme (leggi Fi) che tirano per le lunghe l'approvazione della riforma per evitare che Renzi possa rovesciare il tavolo e andare a nuove elezioni sull'onda di quel 40.8% delle europee. Per questo il premier avrebbe deciso di incontrare i grillini, pur sapendo che le posizioni sono molto distanti: dobbiamo far capire che possiamo giocare anche su altri tavoli. Come fatto con la Lega sulla riforma del Senato, appunto.

L'ipotesi ballottaggio
In questo caso il 'secondo forno' è rappresentato da M5s e, a differenza di quanto accaduto con la Lega sul Senato, non è detto che alla fine i grillini saranno davvero della partita. Ma adesso Renzi ha bisogno di tenere aperta anche questa ipotesi. Le sue concessioni a M5s, in realtà, sono assai sfumate: la loro proposta di riforma viene affossata con una battuta («La chiamerei complicatellum») e anche sulle preferenze c'è appena un accenno. Per Renzi è fondamentale «la governabilità», poi i candidati si possono scegliere «sia attraverso il collegio uninominale, la preferenza, la lista bloccata... le forme che ritenete - parlo a livello teorico! - Però è assolutamente fondamentale che chi vince le elezioni sia il giorno dopo quello che governa. M5s è disponibile a studiare una legge elettorale che consenta a chi vince di governare?». Il premier qualcosa è disposto a concedere, a condizione che ci sia un meccanismo che dia a chi vince «certezza» di poter governare.
Di fatto, con il panorama politico attuale che vede tre grandi poli, solo il ballottaggio può assicurare questo meccanismo.

Preoccupati Forza Italia e NCD
Questo è il punto che preoccupa sia Fi che gli alleati di Ncd, che Renzi possa incassare in tempi rapidi, entro fine anno, una riforma che gli consenta di tornare a votare e fare cappotto, ridisegnando i gruppi parlamentari del Pd a propria immagine e somiglianza e ottenendo un premio che gli consenta di governare senza alleati, con un monocolore Pd, allargato ai fuoriusciti di Sel e Scelta civica. D'altro canto, l'ipotesi di trovarsi fuori dal tavolo della legge elettorale è persino uno scenario peggiore e non a caso Paolo Romani fa trasparire un certo fastidio: «L'accordo resta sull'Italicum e siamo pronti ad approvarlo al Senato nei tempi previsti». E' ciò che Renzi voleva sentire.