15 settembre 2019
Aggiornato 19:30
Partiti | SEL

Vendola, dimissioni respinte. Ma lasciano altri tre

La direzione di Sel ha respinto le dimissioni dopo avere approvato la sua relazione. Intanto altri tre Parlamentari lasciano, oggi sono Fabio Lavagno, Nazzareno Pilozzi e Alessandro Zan ad annunciare, con una lettera a Nichi Vendola, la decisione di uscire dal partito.

ROMA - La direzione di Sel ha respinto le dimissioni di Nichi Vendola, dopo avere approvato la sua relazione. La riunione di oggi ha anche fissato le tappe dei prossimi mesi per il rilancio del partito, pur prendendo atto della «ferita» rappresentata dalla fuoriuscita di alcuni parlamentari: ci saranno assemblee in tutte le regioni e il 12 luglio si terrà una nuova assemblea nazionale, mentre in autunno verrà organizzata una conferenza programmatica. Il partito ha poi deciso di sostenere la campagna referendaria contro il fiscal compact che partirà a breve.

Lavagno, Pilozzi e Zan lasciano: «SEL non è più casa nostra»
Altri tre parlamentari lasciano Sel, oggi sono Fabio Lavagno, Nazzareno Pilozzi e Alessandro Zan ad annunciare, con una lettera a Nichi Vendola, la decisione di uscire dal partito. «Ti comunichiamo, non senza tristezza, la decisione di lasciare Sinistra ecologia libertà e il suo gruppo alla Camera dei Deputati, per riappropriarci della libertà del dubbio, della valutazione critica, fuori dalla confortante sicurezza dei no a prescindere in cui siamo caduti. La nostra scelta avviene dentro a un quadro complessivo che trae le sue origini dalle molte inversioni di rotta, troppe, rispetto al progetto originario in cui abbiamo creduto. La nostra volontà - spiegano - è quella di tenere fede all'obiettivo che ci ha spinto a trovare, anni or sono, in Sinistra ecologia e libertà la nostra casa. Una casa alla quale dobbiamo molto, che tuttavia oggi non sentiamo più come nostra. Sentiamo il timore di affrontare il confronto e la sfida dell'egemonia politica e culturale e spesso, troppo spesso, siamo stati alla finestra a guardare senza poter, in modo concreto e propositivo, contribuire al cambiamento che i cittadini ci chiedono a gran voce».
Aggiungono i parlamentari: «Per queste ragioni e perché riteniamo necessario rimetterci in cammino condividiamo la scelta di alcuni nostri deputati di abbandonare SEL. Ci uniamo a loro in questo percorso sicuramente difficile ma siamo sicuri così di svolgere al meglio il nostro compito di rappresentanti del popolo».