22 febbraio 2020
Aggiornato 17:30
Caos PDL

Quagliariello riaccende la miccia nel PDL

Il ministro delle Riforme: « Da mercoledì 2 ottobre, giorno della fiducia a Letta, non si torna indietro». Nitto Palma: «Le sue affermazioni sono chiarissime, costituiscono un nuovo forte elemento di divisione»

ROMA - Gaetano Quagliariello è tornato a lanciare un avvertimento ai cosiddetti falchi del Pdl: «Da mercoledì 2 ottobre, giorno della fiducia a Letta, non si torna indietro. Se qualcuno puntasse di nuovo alla crisi, si ritroverebbe gli stessi numeri a favore dell'esecutivo. Anzi: forse anche qualcuno di più». Insomma, chi pensasse nuovamente di dare una spallata al governo non dovrebbe farsi illusioni, a giudizio del ministro per le Riforme, intervistato dal Messaggero.

PALMA, QUAGLIARIELLO IL VEGGENTE - Immediata la replica del capofila dei fedelissimi del Cavaliere, Nitto Palma: «Prendo atto che il ministro Quagliariello, di cui ignoravo sia le capacità divinatorie che quelle di interpretazione del nostro elettorato, ha già definito i futuri assetti del centrodestra e del Popolo della libertà (Pdl) - Forza Italia (Fi), in particolare relegando il presidente Berlusconi al ruolo di padre nobile. Tanto da riaffermare che in caso di azzeramento, la cui concretizzazione può passare solo ed esclusivamente dalla decisione del presidente Berlusconi, non entrerà in Fi. O con me o senza di me! Certo è una sua ipotesi, e vale quel che vale».

FORTE ELEMENTO DI DIVISIONE - Palma ha proseguito: «Ciò che però mi preoccupa, in un momento in cui tutti stiamo lavorando per l'unità del partito e per superare le attuali diversità, è che il ministro Quagliariello, con tono non rasserenante, affermi che se qualcuno volesse aprire la crisi i numeri del 2 ottobre sarebbero gli stessi, se non di più. Solo per capire: e se quel qualcuno fosse il presidente Berlusconi, magari con l'avallo dell'ufficio di presidenza, il ministro Quagliariello e altri aderenti al Pdl non si adeguerebbero? E, se fosse così, vi sarebbe ancora un partito unico? O si ritiene che per mantenere in vita il partito la sola strada concessa sia quella di seguire pedissequamente i diktat di un taluno che non trova nel voto, popolare o no, la sua legittimazione? Personalmente penso che le affermazioni del ministro Quagliariello siano chiarissime, in sintonia perfetta con quanto affermato dal senatore Zanda il 2 ottobre, e costituiscono un nuovo forte elemento di divisione».