5 giugno 2020
Aggiornato 03:00
In FI zero spaccature

Toti: Fitto è il signor nessuno

Il consigliere politico dell'ex premier commenta i fatti di ieri, avvenuti a palazzo Grazioli in seguito al voto contrario espresso dall'ex governatore della Puglia Raffaele Fitto. Secondo quanto affermato da Toti, non ci sarebbe posto per spaccature o correnti organizzate in Forza Italia: «Fitto non farà scissioni«.

ROMA - Il consigliere politico e pupillo di Silvio Berlusconi, Giovanni Toti, in un'intervista a La Repubblica commenta i fatti di ieri che hanno sollevato polemiche all'interno del partito di Forza Italia. Il destinatario delle parole di Toti è il protagonista dei fatti, Raffaele Fitto, ex governatore pugliese, che ieri aveva contestato le modalità di voto, suscitando fastidio nel leader di FI, Silvio Berlusconi. Oggi Toti afferma: «Discutere non vuol dire dividersi, ma affrontare tematiche su cui si hanno pareri diversi. Così si è fatto oggi con Raffaele. Berlusconi ha fatto notare che alcune sue uscite hanno fatto male al partito, e che il dibattito interno non deve sconfinare nell'autolesionismo. Tutto qui»

NIENTE SPACCATURE IN FI - Quello che Toti rimprovera al collega di partito Fitto è che la discussione non andava affrontata sulle pagine dei giornali, ma nello spazio politico opportuno, giustificando poi le parole di Silvio Berlusconi: «Le idee diverse vanno dibattute nelle sedi politiche opportune, non sui giornali. Dalla riunione che Raffaele ha fatto con alcuni parlamentari si capisce che proviene da una tradizione democristiana, anche di famiglia. Non è un insulto. Berlusconi giustamente ha voluto ribadire che in Forza Italia non c'è posto per spaccature o correnti organizzate. Non è nel nostro dna». E spiega ancora Toti: «I 35 parlamentari che erano alla riunione con Fitto sono di Silvio Berlusconi. Sono lì per i suoi voti, per il suo programma e per portare avanti il progetto che abbiamo presentato agli elettori. Chi voleva andare via dal partito lo ha fatto un anno fa, tradendo il mandato elettorale che aveva ricevuto».

L'ANTEFATTO - Ieri il comitato di presidenza di Forza Italia ha dato il via libera alla relazione svolta da Silvio Berlusconi durante l'incontro a palazzo Grazioli. Ci sono stati però due voti contrari su 5, arrivati da parte di Daniele Capezzone e del protagonista dei fatti, Raffaele Fitto. Tale azione avrebbe comportato una tensione considerevole tra i presenti, dalla quale sarebbe nato uno scontro verbale tra Silvio Berlusconi e Raffaele Fitto. Durante lla riunione - testimoniano alcuni presenti - l'ex premier si sarebbe alzato e piazzato davanti a Fitto, pronunciando le seguenti parole: «Raffaele io ti voglio bene ma - avrebbe detto - con questi tuoi comportamenti tu ci stai danneggiando. Abbiamo fatto un focus da cui risulta che tu ci fai perdere il 3-4% di voti. Le discussioni vanno fatte in privato, basta con queste cose in pubblico». In risposta, Fitto - da sempre considerato fedelissimo dell'ex presidente del Consiglio -avrebbe fatto notare a Berlusconi di reagire a delle provocazioni, alludendo all'intervista di Maria Rosaria Rossi. Ed è in conseguenza di queste parole che il leader di Forza Italia avrebbe alzato i toni: «Ce n'è stato un altro che si è comportato così. Se continui ti deferisco ai probiviri. Non mi costringere, se vuoi vattene e fatti il tuo partito con i tuoi 300mila voti». Immediata la replica del forzista: «Io resto in Forza Italia», avrebbe risposto Fitto. «E allora smetti di radunare i tuoi senatori e di fare dichiarazioni alle agenzie - avrebbe insistito Berlusconi - su sciocchezze come le primarie e l'articolo 18». Lo scontro si sarebbe acceso ancor più nel momento in cui Berlusconi, avvicinatosi a Fitto, avrebbe detto: «Tu sei figlio di un vecchio democristiano, FI è un'altra cosa, non c'è spazio per certi comportamenti». L'ultima battuta, però, sembra stata quella di un dietro front di Fitto che dice: «Non volevo mancarti di rispetto»

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