23 febbraio 2020
Aggiornato 22:00
Popolo della Libertà

Santanchè: «Ribadisco tutto, Napolitano è un traditore»

La «pitonessa» del PDL: «Non credo di aver insultato nessuno dicendo che fare il secondo mandato non è un grande sacrificio. Io credevo che, avendo preso un impegno sulla pacificazione, lo rispettasse»

ROMA - Altro che pentita, la pitonessa è tornata a prendersela con Giorgio Napolitano, che aveva bollato come «traditore»: «Ribadisco tutto, non credo di aver mancano di rispetto a nessuno. Mi dispiace se altri in Forza Italia (Fi) la pensano in maniera diversa. Pazienza, me ne faccio una ragione. Io credo di essere dalla parte giusta e credo che il presidente Napolitano quando ha voluto trovare la strada l'ha sempre trovata. Io credevo che, avendo preso un impegno sulla pacificazione, riuscisse a concretizzarlo. Poi se il presidente Napolitano è stato preso in giro dalla sinistra o da una parte della magistratura o se è lui che non ha la forza o la volontà della pacificazione è un problema che rimane».
Daniela Santanchè, ha quindi rifiutato di piegarsi alle richieste di scuse al capo dello Stato, dopo che il Partito democratico (Pd) ha prospettato per lei il reato di vilipendio alle Istituzioni.

HA TRADITO PACIFICAZIONE - «Ho detto - ha ripetuto la ex sottosegretaria - che ha tradito sull'aspetto della pacificazione, in particolare mi riferisco al discorso che aveva fatto alle Camere riunite, in cui si faceva garante della pacificazione. Ma questa pacificazione non c'è, anzi sta aumentando il tasso di odio verso Fi e il Popolo della libertà (Pdl) e, soprattutto, nei confronti del nostro leader Silvio Berlusconi. Nessuno mi può smentire sull'accanimento giudiziario verso Berlusconi. E nessuno mi può smentire sulla necessita della riforma della giustizia, che è fondamentale per il nostri Paese. Napolitano, che ha tanto a cuore le riforme, non parla in modo chiaro e netto della riforma della giustizia, che dovrebbe invece trovare un percorso velocissimo. Penso anche quello che è successo sul caso Scaglia, che ha fatto un anno di carcerazione preventiva e adesso è stato assolto».

E' GIOCATORE NON ARBITRO - La parlamentare del Pdl, intervistata da Affaritaliani.it ha continuato: «Non credo di aver insultato nessuno dicendo che fare il secondo mandato non è un grande sacrificio, perché i sacrifici sono quelli che stanno facendo oggi gli italiani con la crisi economica che morde e fa male alle imprese, ai lavoratori, alle famiglie. Per cui ribadisco tutto quello che ho detto e continuerò questa mia battaglia, perché credo che sia una battaglia giusta. E poi, soprattutto, per smentire quello che sto dicendo Napolitano mi dovrebbe dire come mai ha fatto 4 senatori a vita di area di centrosinistra e se questo non vuol dire essere giocatore anziché arbitro».

DIRÒ ANCHE DI PIÙ - Santanchè ha avanzato una richiesta: «Quando il presidente Napolitano mi convincerà di questo e mi convincerà dell'urgenza della riforma della giustizia e mi convincerà anche che si fa garante della pacificazione allora... Altrimenti ribadisco tutto quello che ho detto. E dirò anche di più».

2 PESI 2 MISURE - Quindi la deputata ha concluso: «Sento il presidente Napolitano parlare dello svuotamento delle carceri, ma basterebbe togliere questa barbarie della carcerazione preventiva che fa stare in galera 22mila persone, ma 8mila dovrebbero starci, mentre 12mila dovrebbero uscire. Già togliere queste 12mila persone sarebbe una questione importante. Ritengo di non aver mancato di rispetto, perché tutto il rispetto è dovuto alle istituzioni, ma chiedo anche come mai non si parlava di rispetto delle istituzione quando Berlusconi era presidente del Consiglio. Sono stufa che in questo Paese ci siano due pesi e due misure, a seconda di chi ricopre il ruolo nelle istituzioni».