14 luglio 2020
Aggiornato 05:30
Politica economica | Spending review

Tagli alle spese, Monti vede le parti sociali

Da quanto emerso dopo il vertice dell'Esecutivo di ieri l'ipotesi è di portare al prossimo cdm un provvedimento più «leggero», comunque superiore alla cifra dei 4,2 miliardi originari per la spending review, e che potrebbe oscillare tra i 5 e i 7 miliardi

ROMA - Oggi il presidente del consiglio Mario Monti illustra alle parti sociali i contenuti dei provvedimenti per tagliare la spesa pubblica noti come 'spending review'. Da quanto emerso dopo il vertice dell'esecutivo di ieri l'ipotesi è di portare al prossimo cdm un provvedimento più 'leggero', comunque superiore alla cifra dei 4,2 miliardi originari per la spending review, e che potrebbe oscillare tra i 5 e i 7 miliardi. Il provvedimento dovrebbe andare in cdm giovedì pomeriggio o venerdì mattina. Mentre un successivo provvedimento con ulteriori tagli, che potrebbero arrivare ad altri 5 miliardi, potrebbe vedere la luce più in là, ma sempre in estate. L'esecutivo punta a una scelta in due tappe anche per stemperare la tensione con i sindacati.

BERSANI: BISOGNA TROVARE ALTRE SOLUZIONI - Se i sindacati hanno detto chiaro e tondo che si preparano anche a una risposto molto dura con uno sciopero generale, distinguo e altolà all'esecutivo sono giunti anche dai principali partiti della 'strana maggioranza'. Bisogna «trovare altre soluzioni, discutendo per vedere se si riesce a ridurre strutturalmente la spesa della pubblica amministrazione, senza andare a toccare la sostanza e la risposta sociale, in questo momento per noi non sarebbe accettabile», ha detto il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. Anche il Pdl ha dato la sua frenata: «Siamo favorevoli a una politica di risparmi per non aumentare la pressione fiscale, ma entreremo nel merito non appena i provvedimenti verranno resi noti. Non sarà semplice ma troveremo una soluzione condivisibile da tutti», ha affermato il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri.

ANM: OK SULLA GIUSTIZIA SE RAZIONALIZZA LA SPESA - La spending review in materia di giustizia «non deve causare perdita di qualità dell'Amministrazione ma essere occasione di generale razionalizzazione del sistema per attuare non solo presunti risparmi, bensì un investimento volto a migliorare il servizio e a dare un nuovo futuro alla giustizia italiana». Lo scrive in un documento l'Associazione nazionale magistrati, che oggi ha riunito la Giunta esecutiva centrale.
Secondo il sindacato delle toghe «la giustizia deve essere efficiente, adeguata ai tempi, in grado di rispondere alle esigenze dei cittadini e di contribuire al processo di rilancio dell'economia. No, quindi, ai tagli indiscriminati di personale e di risorse, che provocherebbero danni gravi e irreparabili al funzionamento della giustizia, con ulteriore aumento dei tempi di definizione dei processi nonché dei costi dei risarcimenti dovuti dallo Stato».