15 ottobre 2019
Aggiornato 23:00
Decreto liberalizzazione all'esame del Senato

Severino: Il Tribunale delle imprese darà certezza di Diritto

Il vice-presidente del CSM Vietti: Bene l'idea del Giudice specializzato. Finocchiaro: Pd rivendica i miglioramenti. Casini (Udc): No al passo del gambero. Verdi: Cresci-Italia diventa «salva-lobby». Di Pietro (Idv): Le Lobby vincono nei retrobottega delle Camere

ROMA - Il tribunale delle imprese, istituito con il decreto liberalizzazione all'esame del Senato, «può funzionare solo se vi è una condivisione da parte di chi dovrà attuare il progetto e quindi dai magistrati». Lo ha detto il ministro della Giustizia, Paola Severino, nel corso di un faccia a faccia con il vicepresidente del csm, Michele Vietti a radio anch'io su Radio1. «Condivisione - ha aggiunto - confermata dal parere del CSM e anche dai tavoli che ho convocato al ministero con i presidenti dei tribunali interessati».
Secondo la guardasigilli il nuovo istituto «consente di utilizzare fortemente la specializzazione del giudice, accelerare i tempi, dare certezza del diritto, quei valori che le imprese italiane e straniere cercano quando devono valutare investimenti in Italia».
Vietti ha sottolineato «la novità molto positiva nei rapporti tra il csm e la politica, che hanno vissuto molte criticità. Eppure su questo tema il ministro ci ha chiesto un parere, il csm lo ha reso tempestivamente con quello spirito di reale collaborazione che deve ispirare i rapporti tra il consiglio, il governo e il parlamento». Nel merito, «la valutazione - ha aggiunto - è molto positiva sull'idea che ci debba essere un giudice specializzato perché è in grado di dare una risposta più mirata, tecnicamente più apprezzata e anche più tempestiva».

Finocchiaro: Pd rivendica i miglioramenti - «Certamente la via per rendere il nostro Paese più moderno attraverso le liberalizzazioni è accidentata e difficile ma non è vero che in Parlamento, come si legge in giro, si stia facendo retromarcia e ci stia arrendendo alle lobby. Sicuramente si potrebbero fare meglio tante cose, ed è vero che le pressioni di contrasto sono fortissime, ma il Pd rivendica di aver contribuito a migliorare il provvedimento». Lo ha affermato la presidente dei senatori Pd Anna Finocchiaro.
«Su molte questioni il decreto è migliorato grazie a nostre proposte che sono state recepite. Su altre ci sara' ancora molto da discutere e il rischio di qualche passo indietro c'e'. Ma non c'è stato - ha affermato ancora- nessun arretramento e credo sia giusto che il Pd rivendichi il merito di aver contribuito a rendere piu' incisivo il provvedimento».

Casini (Udc): No al passo del gambero - «No al passo del gambero!». Lo scrive su Twitter il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, a proposito del decreto liberalizzazioni all'esame del Senato.

Gelmini (Pdl): Non dare l'impressione di arretrare - «Legittimo il proposito del Parlamento di contribuire a migliorare i contenuti del decreto sulle liberalizzazioni, ma senza dare l'impressione di voler arretrare». Lo ha detto in una nota Mariastella Gelmini del Pdl.
«Se vogliamo restituire centralità e autorevolezza alla politica - ha aggiunto - dobbiamo chiedere che il vento delle liberalizzazioni investa comparti strutturali che pesano e frenano la ripresa, a cominciare dal nodo delle ferrovie, dai servizi bancari e assicurativi: perché costano ai cittadini e rendono meno competitive le nostre aziende».

Gasparri (Pdl): Testo in Aula nei tempi previsti - «La commissione Industria al Senato sta svolgendo un proficuo lavoro teso a rafforzare il provvedimento sulle liberalizzazioni. Siamo certi che il testo approderà in Aula nei tempi previsti e con ulteriori misure che renderanno più libera la nostra economia e più considerato l'apporto di tanti settori e categorie». Lo ha dichiarato in una nota il presidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri.

Belisario (Idv): Basta conventicolee - «Denuncio con forza le manovre sospette che stanno avvenendo in Commissione Attività produttive in merito al decreto delle cosiddette liberalizzazioni. Il continuo stop and go dei lavori e le conventicole da sagrestia, al di fuori della Commissione, in cui si consumano intese, accordi, inciuci e scambi non fanno parte, soprattutto per un provvedimento di tale rilievo, della dignità del Senato della Repubblica». Lo ha dichiarato, intervenendo in Aula, il Presidente dei Senatori IdV, Felice Belisario.

Verdi: Cresci-Italia diventa «salva-lobby» - «Il decreto Cresci-Italia che era stato presentato con tanta enfasi si sta trasformando nel decreto Salva-Lobby». Lo ha detto il Presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli secondo il quale «fino ad oggi gli unici a subire gli interventi del governo Monti sono stati i pensionati, i lavoratori dipendenti e i giovani precari: a pagare il prezzo della crisi sono state solo le fasce più deboli che oltretutto hanno dovuto sorbirsi battute di dubbio gusto da ministri e sottosegretari mentre le lobby e i poteri forti continuano ad essere intoccabili».
«Su provvedimenti importanti che avrebbero garantito più risparmi per i consumatori e i cittadini in settori come le banche, l'energia, il gas per non parlare della vendita delle frequenze del Beauty Contest o dell'Ici alla Chiesa il governo sta dimostrando di avere le polveri bagnate», ha concluso Bonelli.

Rutelli (ApI): No a cedimenti, valuteremo il nostro voto - Il Terzo polo non accetterà «arretramenti» sulle liberalizzazioni, lavorerà in Parlamento anche con emendamenti per «rafforzare» il provvedimento e solo alla fine valuterà come votare. Lo ha spiegato ai cronisti al Senato Francesco Rutelli, sottolineando che si tratta della posizione anche di «Pier Ferdinando Casini e dei dirigenti di Fli».

Di Pietro (Idv): Le Lobby vincono nei retrobottega delle Camere - «La montagna ha partorito un topolino. Sulle liberalizzazioni sono state fatte solo chiacchiere. Nel retrobottega del Parlamento le lobby impediscono le vere liberalizzazioni». Lo ha dichiarato il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, alla Camera.