Lusi, In un giorno 16mila sì al «Fatto» sul finanziamento ai partiti
La proposta: principio della responsabilità giuridica dei partiti con obbligo di trasparenza e rendicontazione di fondi e spese e dure sanzioni penali ed amministrative. Di Pietro: Ddl Idv traduce in possibile legge quelle richieste
ROMA - Sono state sedicimila le adesioni alla proposta lanciata ieri dal quotidiano Il Fatto per una nuova disciplina sul finanziamento delle forze politiche, nel primo giorno della campagna, basata sul principio della responsabilità giuridica dei partiti con obbligo di trasparenza e rendicontazione di fondi e spese e dure sanzioni penali ed amministrative. Una proposta su cui il quotidiano ha iniziato la raccolta di firme e alla quale oggi Antonio Di Pietro ha dato adesione, sottolineando come il progetto di legge depositato ieri alla Camera da Italia dei Valori possa rappresentare la traduzione in proposta parlamentare normativa delle regole su cui il Fatto raccoglie le firme.
Le linee guida del ddl di Idv, prevedono il dimezzamento degli attuali rimborsi elettorali e l'ammissibilità a ricevere questi rimborsi solo per quelle forze politiche che, nelle elezioni corrispondenti, abbiano totalizzato almeno il 2% dei voti validi. E soprattutto che tali rimborsi debbano essere consegnati solo dopo la presentazione di regolamentari fatture che documentino le spese sostenute. E' previsto il divieto per le imprese pubbliche o miste pubblico-private di effettuare qualsiasi finanziamento ai partiti. Vi è l'introduzione del reato di finanziamento illecito, punibile fino a sei anni, per coloro che danno o ricevono sovvenzioni di qualsiasi natura e di qualsiasi entità da aziende pubbliche o miste pubblico-private nonché da coloro che danno o ricevano contributi oltre ai cinquemila euro, senza denunciarli, da aziende o soggetti privati.
Viene altresì stabilita la pena accessoria dell'ineleggibilità di chi ha violato la legge di finanziamento pubblico e la decadenza automatica dalla carica elettiva, parlamentare compresa, e l'ineleggibilità futura. Per quanto riguarda i partiti che ricevono contributi illeciti è prevista la soppressione del rimborso della campagna elettorale precedente e la perdita del diritto di finanziamenti. Ed è prevista la sanzione politica della non candidabilità delle persone condannate e la decadenza automatica di quegli eletti che vengono condannati durante il mandato.
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