3 aprile 2020
Aggiornato 23:00
L'inchiesta della Procura di Roma

Rutelli denuncia Lusi: Mi vuole far pagare il suo arresto

Il leader dell'API: Vuole colpire la mia vita politica, non ho alcuna responsabilità. Mai esistito un patto spartitorio, nessun mandato. Ha tentato farsi nominare liquidatore partito con pieni poteri

ROMA - Francesco Rutelli ha depositato in Procura a Roma la denuncia per calunnia a carico di Luigi Lusi, l'ex tesoriere in carcere da una settimana con l'accusa di essersi indebitamente appropriato di almeno 20 milioni sottratti alla Margherita, contestandogli una «mostruosa e grossolana attività calunniatrice». «Pur non essendo al corrente dei contenuti dell'interrogatorio di garanzia svolto nel carcere di Rebibbia lo scorso 23 giugno, l'informato resoconto riportato dalla stampa è ampiamente sufficiente per cogliere la devastante portata calunniatrice di quanto pubblicato», premette Rutelli facendo riferimento alle notizie secondo le quali Lusi avrebbe fatto detto di aver acquistato immobili «'per volontà e indicazione' di Rutelli».

VUOLE COLPIRE LA MIA VITA POLITICA - «Solo l'indegno proposito di discreditare irreparabilmente il sottoscritto, di gettare fango in modo indelebile e colpire la mia vita politica - sottolinea Rutelli - ha spinto il Lusi a propalare tale calunnia. Nulla, infatti, potrebbe spingere anche solo a prendere in esame la plausibilità della diretta responsabilità del sottoscritto nelle operazioni del Lusi, giustamente definite 'predatorie' dall'Autorità Giudiziaria, ed interamente svoltesi a danno dell'onorabilità del partito della Margherita, del sottoscritto e dei suoi dirigenti e aderenti».
«E' evidente - sostiene Rutelli - che il Lusi ha voluto colpire il sottoscritto, facendogli 'pagare' il suo impegno, svolto senza incertezze, ad assicurare alla giustizia i responsabili di gravissimi reati che offendono, oltre che il patrimonio economico e morale di un partito che ha ben meritato, La Margherita-DL, anche la politica tout court, che esce mortificata ed infangata dalla sua odiosa condotta, prima predatoria e poi calunniosa».

DIFFICOLTÀ DI INFORMARE LA GENTE - Rutelli rivendica che la Margherita ha compiuto una «approfondita verifica della contabilità» e riportato i bilanci alla «correttezza». Ma evidenzia anche le difficoltà di informare la gente vista «la costante prevalenza delle informazioni che nell'attuale clima politico sembrano privilegiare, rispetto alle vittime, l'indagato e le sue malvagie attività di inquinamento, diffamazione e depistaggio».

LA CORRISPONDENZA - Nel lungo documento depositato in Procura, l'ex leader Dl afferma che «si conferma che non esiste alcun nesso tra il ladrocinio architettato, organizzato e gestito dall'ex-tesoriere e le legittime attività politiche della Margherita», spiegando di ignorare «natura, consistenza e attendibilità» della corrispondenza tra lui e Lusi che l'ex tesoriere avrebbe consegnato ai magistrati: «Quanto sono riuscito a rintracciare nella mia corrispondenza, senz'altro incompleto, depone tuttavia chiaramente a conferma dell'inequivocabile separazione tra l'attività politica e le operazioni illecite condotte dal Lusi».
«Ad esempio, la mail in mio possesso ricevuta in data 24 ottobre 2009, se di essa si tratta, documenta significativamente - spiega Rutelli - il tentativo di Lusi, poi frustrato, di farsi nominare, nei fatti e subito, liquidatore del partito con pieni poteri; la mia lagnanza sul mancato pieno utilizzo dei fondi attribuiti dal Parlamento Europeo al Pde è fin troppo ovvia, ed è emersa in modo trasparente nelle sedute del Pde».

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