12 luglio 2020
Aggiornato 02:30
La riforma della legge elettorale

Legge elettorale, Pdl pronto a cambiarla. La Russa: Vedremo i partiti

Quagliariello: Possibile mozione, ma fare anche le riforme istituzionali. Fini: Riformarla è un dovere verso gli italiani. Merlo a Belisario: Nessuno può fare diktat. Finocchiaro (Pd): Cambiare il porcellum è un'assoluta priorità

ROMA - Pronti a confrontarsi con le altre forze politiche sulle riforme e su una legge elettorale «che oltre al premier, dia la possibilità di scegliere deputati e senatori». Disponibili, già dalla prossima settimana, a veri e propri incontri, e perché no, anche a una mozione comune. E' questa la posizione del Pdl emersa in un tavolo che si è tenuto nella sede del partito a via dell'Umiltà.
«Questa mattina, per incarico di Alfano - spiega il coordinatore Ignazio La Russa - ho presieduto una riunione sulle riforme e sulla legge elettorale dove è emersa la volontà del Pdl di modificare il sistema di rappresentanza in modo che, qualsiasi sia il modello, ai cittadini sia data la possibilità di scegliere, oltre al premier, anche deputati e senatori».

Il Pdl non mette in campo un sistema di voto in particolare. «Abbiamo discusso - riferisce La Russa - di varie ipotesi ma abbiamo concluso che da parte nostra c'è una disponibilità al confronto e a incontri con le altre forze politiche. Dalla prossima settimana sonderemo la disponibilità dei partiti a confrontarsi sul tema. Non vogliamo partire da posizioni precostituite, ma cercare un'ampia condivisione».
Il vice capogruppo vicario del Senato, Gaetano Quagliariello, che è anche firmatario di una proposta depositata a palazzo Madama, ci tiene però a sottolineare che la legge elettorale si può modificare se si interviene su un quadro più complessivo di riforme istituzionali. «Chiederemo agli altri partiti - spiega - di incontrarsi per valutare l'ipotesi di una mozione di indirizzo che non indichi però un modello ma delle linee guida». «Quello che deve essere chiaro - insiste però Quagliariello - è che non si possono dividere le cose in modo che una Camera non fa nulla, cioè le riforme, mentre l'altra procede sulla legge elettorale. Ci sembra sbagliato e improponibile».

Vassallo (Pd): Ok di Quagliariello sul modello «spagnolo-tedesco» - E' positivo che dal Pdl arrivi un'apertura sul modello «spagnolo-tedesco». Lo dice il deputato Pd Stefano Vassallo, commentando l'apprezzamento del vice-presidente dei senatori Pdl Gaetano Quagliariello: «Le dichiarazioni del Senatore Quagliariello riguardo al progetto di legge elettorale depositato al Senato dai colleghi del Pd Ceccanti, Tonini, Morando ed altri, ispirato ad una combinazione dei modelli tedesco e spagnolo sono incoraggianti. Proprio stamattina è stata presentata anche alla Camera una trasposizione in progetto di legge dell'ipotesi ispano-tedesca elaborata nel 2007 che allora parve uno spunto appropriato per favorire un compromesso parlamentare , prima che vicende extra-politiche decretassero la fine anticipata della XV legislatura».
«I termini della questione - continua Vassallo - non paiono oggi molto diversi da allora, mentre le condizioni politiche sono assai più favorevoli al raggiungimento del necessario consenso bipartisan. Una riforma della legge elettorale è urgente, per rispondere ad esigenze largamente ed acutamente avvertite dall'opinione pubblica, per superare le contrapposizioni bellicose tra coalizioni internamente eterogenee che hanno alimentato un clima di scontro permanente nel Paese, senza produrre governi stabili, per rendere più civile ed efficiente il bipolarismo, non certo per sancirne la fine. È davvero auspicabile dunque che nelle prossime settimane si svolga tra i partiti e nelle sedi parlamentari un serio e costruttivo confronto».

Fini: Riformarla è un dovere verso gli italiani - «La riforma diventa un dovere se si vuole dare agli italiani la possibilità di capire cosa c'è nella pancia del paese». Lo ha affermato il Presidente della Camera Gianfranco Fini a proposito della riforma della legge elettorale, nel suo intervento al congresso regionale di Fli in Basilicata,.
«Il cittadino - ha detto- oggi può scegliere un partito, può scegliere una coalizione ma non può scegliere il proprio rappresentante di riferimento in Parlamento così come dovrebbe essere in uno stato democratico.
Le liste bloccate - ha creano un distacco tra il paese reale la e politica che diventa solo possibilità di carriera mentre dovrebbe tornare ad essere passione pura e partecipazione attiva».

Merlo a Belisario: Nessuno può fare diktat - «La riforma della legge elettorale non può subire il diktat di nessuno, tantomeno di quelli di Belisario. Gli unici criteri che devono essere presi in considerazione sono la garanzia che si facciano coalizioni di governo e non cartelli elettorali, che i cittadini scelgano gli eletti, che venga garantita la rappresentatività dei partiti e che sia una legge che rispetta ciò che votano i cittadini senza forzature». Lo dice Giorgio Merlo, Pd, Vice Presidente Commissione Vigilanza Rai replicando all'esponente di Idv. «Che poi si tratti di proporzionale o di maggioritario poco importa. Senza nessuno obbligo, però, di essere fedeli ai quesiti referendari», conclude l'esponente del Pd.

Finocchiaro (Pd): Cambiare il porcellum è un'assoluta priorità - «Come abbiamo già detto, è del tutto evidente che la riforma della legge elettorale si inserisce in un quadro più ampio di riforme istituzionali di cui certamente il Paese ha bisogno. Ma è anche evidente che non si potrà fare tutto e che modificare il Porcellum per permettere finalmente ai cittadini di scegliere i parlamentari è un'assoluta priorità. Il Pd vuole lavorare per una riforma complessiva delle istituzioni, ma stiamo attenti che questo non sia l'alibi per non fare alcunché». Lo dice Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del Pd al Senato.
«Il sentire dei cittadini e dell'opinione pubblica sul tema è molto chiaro - prosegue Finocchiaro - e non lascia adito a dubbi, che del resto ha fugato anche il Presidente della Repubblica: la legge elettorale va riformata il prima possibile, per dar modo agli italiani di avere nella prossima legislatura un Parlamento di eletti e non di nominati dalle segreteria di partito. Mi pare che tutte le forze politiche concordino su questo punto. Ora è tempo, come abbiamo scritto ai presidenti di Camera e Senato, di passare dalle parole ai fatti e di fissare incontri e un calendario per il confronto. Il Partito Democratico ha la sua proposta e parteciperà in modo leale a un confronto costruttivo».

Napoli (Pdl): Non va separata dalle riforme istituzionali - «Se furbizie ci sono in materia di riforme esse riguardano tutte le forze politiche. Se davvero è predominante in tutti la preoccupazione di superare il bicameralismo perfetto e ridurre il numero dei parlamentari, non si capisce come si possa immaginare una separazione di questi temi dalla legge elettorale». Lo dichiara in una nota il vice presidente dei deputati del Pdl, Osvaldo Napoli.
«Per ridisegnare i collegi o le circoscrizioni devo prima sapere quanti deputati e senatori vanno eletti? Chi invece insiste per partire dalla legge elettorale, evidentemente - conclude - non pensa né al superamento del bicameralismo né a ridurre il numero dei parlamentari. Anche in furbizia non bisogna mai esagerare».