31 marzo 2020
Aggiornato 16:00
Crisi libica

Medvedev: Presto un inviato russo a Bengasi e Tripoli

Trilaterale con Biden e Berlusconi, focus sulla «primavera araba»

ROMA - Facce sorridenti e calorose strette di mano. Si è conclusa così, in un clima rilassato e informale, la colazione di lavoro che il premier Silvio Berlusconi ci ha tenuto a organizzare con gli ospiti russo, Dmitri Medvedev, e americano, Joe Biden, a margine dei festeggiamenti del 2 giugno per i 150 anni dell'Unità d'Italia.
A quanto si apprende, Medvedev ha confermato l'intenzione di Mosca di «rispettare i patti» presi al G8 di Deauville e tentare una mediazione nella crisi libica. Un inviato speciale del Cremlino, ha riferito il presidente russo, partirà a breve per Bengasi e Tripoli con l'obiettivo di «individuare i passi necessari» a una conclusione negoziale della crisi. Fonti a Mosca avevano in precedenza anticipato a TM News che la missione è prevista il 6 giugno.

«SOLUZIONE UMANA» PER MUBARAK - Nella riunione di oggi a Villa Pamphili, durata oltre due ore, Italia e Russia hanno anche insistito sulla necessità di trovare una «soluzione umana ed equa» per l'ex presidente egiziano Hosni Mubarak, argomento quest'ultimo - secondo alcune fonti - che ha trovato in Biden un ascoltatore attento e sensibile.

LA CRISI SIRIANA - Fra i principali argomenti trattati nell'incontro trilaterale anche la Siria, su cui i leader hanno convenuto che la situazione è di «grave difficoltà». Da parte russa, è stato espresso un particolare apprezzamento per la decisione di Berlusconi di creare oggi una simile opportunità di confronto: «Un modo - avrebbe detto Medvedev - per affrontare e gestire argomenti tanto delicati con una finezza tutta italiana».

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