27 novembre 2022
Aggiornato 00:00
Il vertice di Astana

Putin e Erdogan parlano di gas e non di Ucraina: e il negoziato?

Che non vi siano passi avanti verso un tavolo negoziale l'ha lasciato intendere anche il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov. Il Segretario della NATO, Jens Stoltenberg: «Molto remote possibilità che NATO usi armi nucleari»

Putin e Erdogan parlano di gas e non di Ucraina: e il negoziato?
Putin e Erdogan parlano di gas e non di Ucraina: e il negoziato? Foto: Agenzia Fotogramma

Il presidente russo Vladimir Putin terrà ad Astana una conferenza stampa, mentre per ora non vi è traccia delle attesissime comunicazioni sul piano negoziale della Turchia per l'Ucraina. Ieri il Cremlino aveva anticipato che dall'incontro bilaterale con il collega turco Recep Tayyip Erdogan il leader russo si aspettava la presentazione formale delle «ultime iniziative per risolvere la situazione in Ucraina» su cui circolano da giorni indiscrezioni di stampa. «Non escludo che Erdogan toccherà attivamente questo argomento durante l'incontro di Astana, spero che avremo una discussione molto interessante e utile», aveva detto l'assistente presidenziale russo Yuri Ushakov.

A conclusione dell'incontro ad Astana, tuttavia, il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, ha detto che i due presidenti non hanno proprio parlato del conflitto in Ucraina. E in particolare non è stata discussa l'idea della Turchia di organizzare colloqui a cinque Paesi tra Russia, Stati Uniti, Francia, Germania e Regno Unito, possibile iniziativa turca al centro dei rumours.

Difficile credere che l'argomento della guerra non sia stato toccato. La Turchia, centrale nelle trattative ad oggi compiute, in particolare per lo sblocco dei carichi di cereali dai porti ucraini, chiede che si arrivi ad una tregua e alterna appelli a non esagerare nelle pressioni sulla Russia a difese nettissime dell'integrità territoriale ucraina.

Che non vi siano passi avanti verso un tavolo negoziale l'ha lasciato intendere anche il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, secondo cui non sono pervenute proposte «ragionevoli» per un possibile negoziato. «Tutto questo parlare di chi vuole incontrarci, chi non vuole incontrarci: si convincono da soli. Non lo chiediamo a nessuno, lo abbiamo ripetutamente affermato. Non abbiamo mai rifiutato una sola proposta seria e ragionevole di prendere contatti. Nessuno propone iniziative ragionevoli», ha detto il capo della diplomazia russa.

Ancora più chiaramente ha ribadito la sua indisponibilità il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che in un intervento all'assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa ha esortato a continuare a isolare diplomaticamente la Russia, «finchè sono le armi a parlare».

Stoltenberg: «Molto remote possibilità che NATO usi armi nucleari»

Nonostante le minacce nucleari della Russia «sono molto remote» le circostanze che porterebbero la Nato a usare le proprie armi nucleari, ma Mosca sa che ci sarebbero comunque «conseguenze gravissime» se davvero usasse armi atomiche anche «minori». Lo ha affermato il Segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, durante la conferenza stampa al termine della riunione dei ministri dell'Alleanza a Bruxelles.

A una giornalista che aveva chiesto se il presidente francese Emmanuel Macron abbia indebolito la deterrenza della Nato affermando che la Francia non risponderebbe con una rappresaglia nucleare a un attacco nucleare della Russia in Ucraina, Stoltenberg ha risposto: «Lo scopo fondamentale della deterrenza nucleare della Nato è quello di preservare la pace, di scoraggiare aggressioni e impedire coercizioni contro gli alleati. Le circostanze in cui la Nato potrebbe usare le armi nucleari sono molto remote. La retorica nucleare russa è incosciente e pericolosa, i russi sanno che una guerra nucleare non può essere vinta e che non dovrebbe mai essere combattuta».

Riguardo al fatto che secondo le informazioni della Nato non ci sono indicazioni che la Russia stia preparando attacchi nucleari, nonostante le minacce di Mosca e il fatto che abbia annunciato nuove esercitazioni nucleari, il Segretario generale ha affermato: «Abbiamo ottimi servizi di intelligence nei paesi alleati e nella Nato. Monitoriamo le forze nucleari russe da deceni e continueremo a monitorarle da vicino, e resteremo vigili quando la Russia inizierà le sue nuove esercitazioni nucleari. Sono - ha spiegato - esercitazioni annuali in cui testano le loro forze nucleari: le monitoreremo come abbiamo sempre fatto, e resteremo vigili, anche alla luce delle minacce nucleari da parte russa».

«L'uso di qualunque arma nucleare della Russia contro l'Ucraina - ha aggiunto Stoltenberg - avrebbe severe conseguenze: questo la Russia lo sa e l'abbiamo comunicato ai russi in diversi modi. Cambierebbe fondamentalmente la natura del conflitto, significherebbe il superamento di una linea molto importante; anche l'uso di un'arma nucleare minore - ha puntualizzato - cambierebbe la natura del conflitto e avrebbe conseguenze, e la Russia lo sa».

Infine, riguardo ai recenti attacchi russi deliberati ai civili, agli ospedali, alle infrastrutture in Ucraina, il Segretario generale ha sottolineato: «Ogni deliberato attacco alla popolazione civile costituisce e un crimine di guerra» per questo è importante sostenere le indagini in Ucraina, raccogliere evidenze, per assicurare che coloro che sono responsabili siano chiamati a rispondere dei crimini commessi».

(con fonte Askanews)