9 luglio 2020
Aggiornato 04:30
Gran Bretagna

Dopo Brexit, Londra privilegerà l'immigrazione di lavoratori qualificati

La Gran Bretagna ha formalmente lasciato l'UE il mese scorso, ma fino al prossimo 31 dicembre resta vincolata alle norme comunitarie. Le Drian: «Londra metta in conto battaglia con Bruxelles»

Dopo Brexit, Londra privilegerà l'immigrazione di lavoratori qualificati
Dopo Brexit, Londra privilegerà l'immigrazione di lavoratori qualificati Shutterstock

LONDRA - Il governo britannico ha annunciato che intende privilegiare, dopo la Brexit, l'immigrazione di lavoratori qualificati che dovranno, per ottenere un visto di lavoro, disporre di una proposta di impiego e rispondere a criteri linguistici. La Gran Bretagna ha formalmente lasciato l'Unione Europea il mese scorso, ma fino al prossimo 31 dicembre resta vincolata alle norme del blocco comunitario. I cittadini dell'Ue possono spostarsi e lavorare liberamente negli stati membri. Alcuni britannici hanno votato nel 2016 a favore dell'uscita dall'Ue, nella speranza che la Brexit contribuisse a contenere il numero dei cittadini stranieri che arrivano nel Paese.

«Il nostro nuovo sistema di immigrazione chiuderà i rubinetti per i lavoratori stranieri poco qualificati», ha affermato il ministro degli Interni, Priti Patel, in un forum pubblicato sul Sun, «A partire dal prossimo anno, tutti i lavoratori qualificati dovranno avere abbastanza punti per lavorare nel Regno Unito. Dovranno parlare inglese, avere una solida proposta di lavoro e soddisfare i requisiti salariali», ha proseguito.

Le Drian: «Londra metta in conto battaglia con Bruxelles»

La Gran Bretagna deve mettere in conto una battaglia pesante con l'Unione Europea nei negoziati commerciali post-Brexit. È il monito lanciato a Londra dal governo di Parigi. Jean-Yves Le Drian, ministro degli Esteri di Parigi, ha previsto che le due parti si «faranno a pezzi» nel tentativo di trarre vantaggi nei negoziati. Ha aggiunto che sarà difficile per la Gran Bretagna portare a casa l'obiettivo di un accordo di libero scambio entro la fine dell'anno.

Il governo britannico ha detto di puntare a un accordo basato su «un'amichevole collaborazione tra sovrani sullo stesso livello». La Gran Bretagna è formalmente uscita dall'Ue due settimane fa, ma il periodo di transizione - durante il quale è vincolata alle norme europee - termina il 31 dicembre. Parlando alla conferenza sulla sicurezza di Monaco, Le Drian ha riconosciuto come le due parti siano decisamente distanti su una serie di questioni. «Penso che sulle questioni commerciali e sul meccanismo per le relazioni future, con cui inizieremo, ci faremo a pezzi. Ma questo fa parte dei negoziati, ognuno difenderà i propri interessi», ha sottolineato il titolare del Quai d'Orsay.

Negoziati «difficili»

Fedelissimo del presidente Emmanuel Macron, il ministro degli Esteri francese è l'ultima figura di spicco dell'Ue a lanciare un monito sulla difficoltà dei negoziati. Il presidente dell'Ue, Ursula von der Leyen, e il capo negoziatore Michel Barnier hanno entrambi espresso dubbi sull'obiettivo del premier britannico Boris Johnson di raggiungere entro fine anno un accordo globale.