9 aprile 2020
Aggiornato 07:30
Gran Bretagna

Brexit, l'appello di Boris Johnson: «E' il momento che la nazione s'unisca»

I Parlamentari britannici della Camera dei Comuni hanno approvato in seconda lettura la legge di ratifica dell'uscita dall'Unione Europea. Corbyn dice ancora no a accordo

Il Premier britannico, Boris Johnson con il leader dell'opposizione, Jeremy Corbyn
Il Premier britannico, Boris Johnson con il leader dell'opposizione, Jeremy Corbyn ANSA

LONDRA - Per Boris Johnson «ora è il momento di agire assieme». Il primo ministro britannico, uscito trionfatore dalle elezioni politiche, ha aperto oggi il dibattito in seconda lettura sull'accordo di Brexit, chiedendo al Parlamento di unire il paese sostenendo assieme il provvedimento. «Il forno è acceso, ora è fissato a livello 4, sarà pronto per pranzo o dopo pranzo», ha detto ancora Johnson, escludendo che possano esservi ancora dilazioni dell'uscita britannica dall'Unione europea.

Johnson ha detto anche di essere «assolutamente determinato a far sì che questo grande progetto non sia di un governo o di un partito, ma della nazione britannica nel suo complesso». Ha poi proseguito: «Noi dovremmo essere fortificati da un rinnovato senso di fiducia che, mentre le nostre istituzioni democratiche sono passate sotto esame come mai prima, se questa Camera si unisce ora per sostenere questo provvedimento...la storia registrerà che il primo atto di questo nuovo Parlamento è stato quello di rompere la lastra di ghiaccio e trovare un nuovo passaggio attraverso gli oceani delle nuove opportunità». Il primo ministro ha così insistito sul tasto dell'unità. «E' il momento di unirsi, di scrivere un nuovo ed eccitante capitolo...e di iniziare la cura per quello che l'intero popolo di questo paese agogna».

Camera Comuni approva in seconda lettura ddl sulla Brexit

I parlamentari britannici della Camera dei Comuni hanno approvato in seconda lettura la legge di ratifica dell'uscita dall'Unione Europea (EU Withdrawal Agreement Bill). Lo riporta il sito internet della tv satellitare britannica Sky News. Il governo del primo ministro Boris Johnson, uscito con una schiacciante maggioranza dalle elezioni politiche anticipate del 12 dicembre, ha avuto una maggioranza di 124 parlamentari: in 358 hanno votato a favore della legge, 234 contro. I deputati stanno ora votando il calendario previsto per il passaggio in parlamento della parte restante del disegno di legge in parlamento. A ottobre, Johnson era stato sconfitto alla votazione sulla mozione sul programma per il suo accordo sulla Brexit. Ma questa volta il primo ministro può dormire sonni tranquilli...

Corbyn dice ancora no a accordo

Jeremy Corbyn, il leader laburista grande sconfitto nelle recenti elezioni politiche britanniche, rispondendo al primo ministro Boris Johnson ha ammesso la volontà del paese di procedere con la Brexit, ma ha ribadito il no alla ratifica di accordo richiesta dal capo del governo che ha aperto oggi alla Camera dei Comuni il dibattito in seconda lettura. «Noi riconosciamo il chiaro messaggio arrivato la scorsa settimana dal popolo britannico, e avevano già votato nel referendum del 2016, e comprendiamo la loro determinazione a porre termine all'infinito ciclo del dibattito sulla Brexit, per tornare a risolvere le questioni di tuttii giorni e affrontare quello che attende le nostre vite», ha affermato il leader del Labour.

«Tuttavia, comprendere tutto questo non significa che noi come partito rinunciamo ai principi di base o alla richiesta di una società più giusta ed equanime», ha proseguito. Corbyn ha affermato che la Brexit sarà utilizzata per deregolare ulteriormente la Gran Bretagna e allargare eccessivamente il libero mercato: una direzione - a suo dire - sbagliata. In tal senso, ha chiesto a Johnson di impegnarsi affinché i diritti dei lavoratori britannici non cadano al di sotto degli standard UE. Ha definito, inoltre, una totale «catastrofe» la rimozione dell'impegno a tenere i minori rifugiati non accompagnati contenuta nel provvedimento.

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