6 dicembre 2019
Aggiornato 23:30

Trump: «Se non fosse stato per me, Hong Kong distrutta in 14 minuti»

Il Presidente americano intervistato da Fox News: «Sto con gli attivisti, ma anche con l'amico Xi Jinping». Intanto Pechino denuncia «provocazione» americana nel Mar della Cina

Il Presidente Donald Trump con l'omologo cinese, Xi Jinping
Il Presidente Donald Trump con l'omologo cinese, Xi Jinping ANSA

NEW YORK - «Se non fosse stato per me, Hong Kong sarebbe stata distrutta in 14 minuti». Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, intervistato da Fox News. Senza il suo intervento, ha detto, ci sarebbero state «migliaia» di vittime.

Xi Jinping «ha un milione di soldati pronti a intervenire, all'esterno di Hong Hong». Non intervengono «solo perché gliel'ho chiesto io. Gli ho detto che sarebbe un grosso errore e che avrebbe un impatto negativo sull'accordo commerciale». Poi, ha detto: «Dobbiamo stare dalla parte di Hong Kong, ma sto anche dalla parte del presidente Xi, che è un mio amico».

L'Hong Kong Human Rights and Democracy Act

«Sto con la libertà, ma siamo anche in un processo per uno dei più grandi accordi commerciali della storia. Sarebbe grandioso, se potessimo farlo» ha aggiunto Trump.

Le parole del presidente degli Stati Uniti fanno supporre che potrebbe porre il veto sulla legge a sostegno dei manifestanti di Hong Kong, approvata dal Congresso, per non ostacolare i negoziati con Pechino. L'Hong Kong Human Rights and Democracy Act è stato approvato mercoledì dalla Camera con 417 voti a favore e uno contro; il giorno prima, il Senato lo aveva approvato all'unanimità.

Pechino denuncia «provocazione» americana nel Mar della Cina

Pechino accusa gli Stati Uniti di aver messo in atto una vera «provocazione» dopo i passaggio di due navi da guerra nei pressi dell'arcipelago del Mar della Cina. Le autorità di Pechino infatti vantano rivendicazioni su gran parte del Mar cinese meridionale, conteso anche da Taiwan, Filippine, Brunei, malesia e Vietnam.

Il comando Sud dell'Esercito popolare di liberazione cinese ha inviato sul posto alcune navi militari per sorvegliare il convoglio statunitense. «Esortiamo gli Stati Uniti a porre fine a questo tipo di comportamento provocatorio e rischioso per evitare incidenti imprevisti», ha avvertito il comando militare di Pechino in una nota.