7 dicembre 2019
Aggiornato 09:00

La rivelazione di David Cameron: «Dopo referendum sulla Brexit mi scusai con Obama e leader UE»

L'ex Premier britannico: «Strategia che ho messo in pratica non ha funzionato». Intanto Johnson e Juncker sono d'accordo «nell'intensificare i colloqui»

L'ex Premier britannico, David Cameron con il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama
L'ex Premier britannico, David Cameron con il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama ANSA

LONDRA - David Cameron telefonò al presidente americano dell'epoca, Barack Obama, e ai leader europei per scusarsi nelle ore successive al referendum sull'Unione Europea. Lo ha rivelato lo stesso ex primo ministro, del quale continuano a essere diffusi estratti dell'ultimo libro autobiografico. Quando l'ex inquilino di Downing Street si rese conto dell'enormità dell'uscita della Gran Bretagna dall'Ue, prese inoltre atto che il fallimento della sua iniziativa per mantenere il Paese nel blocco lo «avrebbe accompagnato per il resto della vita».

Mi scusai con Obama e leader UE

Nelle sue memorie, che usciranno integralmente giovedì, ha scritto di non avere altra scelta che dimettersi dopo la sconfitta (52 per cento per il Leave, 48 per cento per il Remain) e che doveva «racimolare più dignità possibile» nel consegnare metaforicamente le chiavi del numero 10 di Downing Street. Ha scritto di essere «triste di lasciare l'incarico ma ancor più triste che la Gran Bretagna avrebbe lasciato l'UE», quando «l'enormità di quanto accaduto» lo colpì il 24 giugno 2016. «Ci furono telefonate con gli altri premier e vice premier», ha raccontato. «Ho parlato con i leader europei e con Obama. A ognuno ho detto la stessa cosa: 'Avevo una strategia per mantenere nell'Ue la Gran Bretagna. L'ho messa in pratica. Non ha funzionato. Mi dispiace'».

Johnson e Juncker d'accordo: «intensificare i colloqui»

Boris Johnson e Jean-Claude Juncker hanno ritenuto «necessario intensificare i colloqui» sulla Brexit, ha reso noto Downing Street dopo il primo incontro tra il premier britannico e il capo della Commissione Ue a Lussemburgo. «I due leader hanno convenuto che è necessario accelerare le discussione e che presto si terranno incontri su base quotidiana» per trovare un'intesa sull'uscita del Regno Unito dall'Unione europea, prevista per il prossimo 31 ottobre. Un comunicato della Commissione europea in precedenza aveva affermato che da Londra oggi non è arrivata ancora alcuna nuova proposta per sciogliere l'impasse, in particolare sulla questione del confine tra le due Irlande, quella del nord che fa parte del Regno Unito e la Repubblica d'Irlanda che è e resta membro Ue. La Commissione aveva anche ribadito che «resterà disponibile a lavorare 24 ore su 24, sette giorni su sette».