12 novembre 2019
Aggiornato 01:01
Gran Bretagna

Brexit, la Regina Elisabetta II approva richiesta del Premier Johnson di sospendere il Parlamento

Dalla seconda settimana settembre fino al 14 ottobre. La felicità del Presidente americano Donald Trump: «Johnson è quello che la Gran Bretagna cercava»

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LONDRA - La Regina Elisabetta II ha formalmente approvato la richiesta del Premier britannico Boris Johnson di sospendere i lavori del parlamento di Westminster dalla seconda settimana settembre fino al 14 ottobre. Lo scrive la stampa britannica citando un comunicato della Corona.

Trump: «Johnson è quello che la Gran Breragna cercava»

Per il presidente statunitense, Donald Trump, «il nuovo primo ministro Boris Johnson è esattamente quello che cercava il Regno Unito, e dimostrerà di essere un grande». «Alla luce di questo», per Trump, «sarà molto difficile per Jeremy Corbin, il leader del partito laburista britannico, cercare un voto di sfiducia contro» Johnson. Il governo britannico ha confermato di aver chiesto alla regina Elisabetta di sospendere il parlamento pochi giorni dopo il ritorno al lavoro dei deputati, a settembre. E solo poche settimane prima della scadenza sulla Brexit, in modo da impedire un dibattito e favorire il «no deal».

250.000 firme in poche ore contro la sospensione del Parlamento

Circa 250.000 persone hanno già firmato in poche ore una petizione contro la decisione di Boris Johnson di sospendere il parlamento. Il primo ministro ha confermato che il governo riaprirà i battenti con il discorso della regina il 14 ottobre, lasciando pochissimo tempo ai parlamentari per sfidare una eventuale Brexit senza accordo. Lo scrive Metro online. La petizione «Non prorogare il Parlamento» dovrà ora essere discussa alla Camera dei Comuni, con migliaia di nomi che si aggiungono ogni minuto. I firmatari della petizione, creata da Mark Johnston, sostengono: «Il Parlamento non deve essere prorogato o sciolto fino a quando il periodo relativo all'Articolo 50 non sia stato sufficientemente esteso o l'intenzione del Regno Unito di ritirarsi dall'Ue non sia stata annullata». (Segue)

Portavoce Europarlamento: da Johnson una mossa «sinistra»

Se la Commissione Ue non si sbottona sulle «procedure politiche interne» della Gran Bretagna, dal portavoce per la Brexit dell'europarlamento arriva un giudizio tagliente sulla decisione del premier Boris Johnson di sospendere il Parlamento fino al prossimo 14 ottobre per evitare iniziative legislative mirate a sventare una Brexit senza accordo. Guy Verhofstadt ha espresso «solidarietà con chi lotta perchè la sua voce venga ascoltata». «Sopprimere il dibattito su scelte profonde difficilmente aiuterà a realizzare un futuro rapporto stabile tra ue e gb» ha scritto su Twitter. «'Riprendere il controllo' (uno degli slogan del fautori della Brexit) non è mai parso tanto sinistro» ha concluso.

25 vescovi anglicani in campo contro la Brexit senza accordo

Le gerarchie della chiesa anglicana si sono schierate contro una Brexit senza accordo e parlano di «democrazia in pericolo», in una giornata politicamente caldissima a Londra, dopo la bomba lanciata dal premier Boris Johnson, che ha chiesto alla regina di chiudere il parlamento da inizio settembre a metà ottobre per evitare iniziative legislative che intralcino il divorzio dalla Ue alla data del 31 ottobre.