19 maggio 2019
Aggiornato 19:00
Gran Bretagna

Brexit: Deputati britannici pronti a bocciare di nuovo l'accordo di Theresa May

Downing Street ha reso noto che l'accordo di uscita dall'Unione Europea sarà nuovamente messo al voto nella settimana del 3 giugno

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LONDRA - Deputati britannici di tutti gli orientamenti sulla Brexit, pro e contro, hanno già annunciato che bocceranno l'accordo di divorzio di Theresa May quando il governo lo riporterà in parlamento per la quarta volta il mese prossimo. Downing Street ha reso noto che l'accordo di uscita dall'Ue sarà nuovamente messo al voto nella settimana del 3 giugno. «E' imperativo farlo in questa data perchè il Regno Unito possa lasciare l'Unione europea prima della pausa parlamentare estiva», a luglio, ha affermato ieri notte un portavoce dell'ufficio del premier, come riferisce The Guardian. Una mossa descritta da più parti già come la sua ultima scommessa da premier, che - come fa notare The Independent - potrebbe semplicemente allungare la sua permanenza al comando «di poche settimane».

I colloqui per trovare un accordo di compromesso con il Labour nel frattempo proseguono. La primo ministro ha incontrato nella serata di ieri Jeremy Corbyn e sebbene abbia definito i colloqui «costruttivi», nessun progresso sostanziale è stato de facto registrato su una comune intesa. Accordo con il Labour o meno, i deputati 'Remain' del partito di Corbyn voteranno contro, come ha dichiarato la deputata Anna McMorrin, se non sarà preso in considerazione un secondo referendum sul piano finale.

I Brexiter conservatori Boris Johnson, David Davis e Dominic Raab, rispettivamente ex ministro degli Esteri ed ex ministri per la Brexit, hanno invece avvertito che affosseranno un eventuale accordo bipartisan May-Corbyn su una soft Brexit se dovessero approdare a Downing Street.

Il capogruppo a Westminster del nordirlandese Partito unionista (Dup), il cui appoggio esterno alla May è fondamentale per la tenuta del governo, ha detto che «molto probabilmente» l'accordo di May sarà sconfitto di nuovo, a meno che il primo ministro non «presenti qualcosa di nuovo per risolvere il problema del backstop». «La premier non ha dato spazio all'opzione che ha sempre ottenuto un voto positivo del parlamento. Le alternative al backstop hanno sempre avuto una accoglienza positiva», ha aggiunto. «Perché l'accordo possa avere successo ci deve essere un vero cambiamento per proteggere l'integrità costituzionale ed economica del Regno Unito e consegnare alla popolazione un accordo di Brexit».

L'ex ministro dell'Ambiente, Owen Paterson, ha detto che non è stato proposto niente di nuovo per convincere i Brexiters più irriducibili nel Partito conservatore a votare l'accordo. «Purtroppo voteremo contro, perché come ha detto il Dup, non cambia in maniera sostanziale la natura dell'accoro di divorzio che è inaccettabile», ha detto alla Bbc Radio.

Il leader dei Lib Dem, Vince Cable, ha avvertito che il suo partito sosterrà un accordo solo se sarà sottoposto ad un nuovo referendum. «Se il governo presentera il suo accordo domani, per quanto modificato dal Labour, lo sosterremo solo se sarà sottoposto ad un referendum» ha detto a Today.

La laburista Anna McMorrin, della campagna People's Vote, ha detto che si è trattato di «un ulteriore futile tentativo di convincere il parlamento destinato a fallire nuovamente».

«Posso provare la stessa strategia fallimentare centinaia di volte ma la realtà è che non hanno una stabilità parlamentare per il loro accordo che è stato già respinto tre volte e per ogni altra forma di Brexit», ha detto prima di aggiungere: «La leadership del Labour non deve essere complice nell'infliggere una versione della Brexit al nostro Paese senza dare al popolo una ultima parola con un referendum».

Anche il capogruppo parlamentare di Westminster del Partito nazionale scozzese (Snp), Ian Blackford, ha avvertito che i suoi 35 deputati voteranno contro l'accodo. «Come è oggi chiaro, non esiste una cosa buona come una vecchia Brexit. Qualsiasi Brexit distruggerebbe migliaia di posti di lavoro scozzesi e sarà catastrofica per l'economia, i servizi pubblici e il governo» ha detto.

L'accordo di uscita concluso da Theresa May con Bruxelles a novembre è già stato respinto tre volte dai parlamentari britannici, costringendo Londra a chiedere due volte a Bruxelles un rinvio della Brexit, inizialmente prevista per il 29 marzo e ora fissata al più tardi al 31 ottobre.