19 luglio 2019
Aggiornato 14:00
Gran Bretagna

Brexit, tra Regno Unito ed Unione Europea resta solo l'incertezza

Per evitare una Brexit senza accordo, che a questo punto sta diventando più probabile, «non resta che un'opzione: una maggioranza per l'accordo di recesso, l'unico possibile»

Il Premier britannico, Theresa May
Il Premier britannico, Theresa May ANSA

BRUXELLES - Se non ci fosse accordo fra l'Ue e Londra per il «divorzio», resterebbero comunque da regolare almeno tre questioni: quella degli impegni finanziari che il Regno unito si è assunto con il bilancio 2014-2020, la questione dello status dei cittadini britannici in Europa ed europei in Gran Bretagna, e la questione irlandese. Lo ha sottolineato il capo negoziatore per la Brexit, Michel Barnier, durante un'audizione congiunta della commissione Affari esteri dell'Europarlamento con le delegazioni delle commissioni omologhe dei parlamenti nazionali dei Ventotto.

«Il Parlamento britannico - ha ricordato Barnier - ha bocciato tre volte l'Accordo di recesso dall'Ue» e in tutti i voti sulla Brexit «alla Camera dei Comuni non c'è mai stata finora una sola maggioranza positiva», anche se la proposta di ieri sulla permanenza del Regno unito nell'Unione doganale non è passata «per soli due voti».

Per evitare una Brexit senza accordo, che a questo punto sta diventando più probabile, «non resta che un'opzione: una maggioranza per l'accordo di recesso, l'unico possibile», ha ripetuto il negoziatore capo.

In caso di Brexit senza accordo, ha continuato Barnier, «non ci saranno mini accordi con Londra: se ci sarà una rottura dei rapporti di fiducia reciproca, e poi i britannici torneranno a negoziare, dovremo prima ricostruire questa fiducia. Per questo, fino alla fine, e non siamo ancora alla fine, conservo sempre un po' di pazienza».

«Forse - ha continuato Barnier - i britannici ci chiederanno di cambiare la dichiarazione politica» sulle relazioni future, che sarà allegata all'Accordo di recesso. «Potremmo migliorarla, renderla più ambiziosa. Questo è ancora possibile, si può fare in qualche giorno. Ma per il ritiro ordinato» di Londra dall'Ue, ha insistito, «l'Accordo di recesso è il solo possibile».

In caso di «no deal», ha puntualizzato Barnier, resterebbero comunque da regolare le tre questioni principali a cui risponde l'Accordo di recesso. «Pochi mesi dopo» l'eventuale Brexit senza accordo, «il Regno Unito chiederebbe all'Ue di aprire negoziati, a cominciare da quelli sul commercio e sui trasporti. Ma le questioni lasciate aperte dalla Brexit resterebbero: Irlanda, cittadini, impegni finanziari. E noi - ha sottolineato il negoziatore capo dell'Ue - chiederemmo di affrontarle».

E anche se alla fine verrà approvato l'Accordo di recesso, Barnier ha avvertito che le cose non saranno semplici, perché «nei negoziati sul futuro partenariato Ue-Regno Unito, quasi tutti gli accordi che faremo, eccetto nel campo della sicurezza e difesa, dovranno essere ratificati da tutti i parlamenti nazionali degli Stati membri, perché saranno accordi misti» ovvero di competenza anche nazionale e non solo dell'Ue.