26 giugno 2019
Aggiornato 22:30
Londra

Brexit nel caos: centinaia di migliaia di persone in piazza per il nuovo referendum

Nel frattempo, la petizione online da record sul sito web del Parlamento che chiede la cancellazione della Brexit revocando l'articolo 50 ha raggiunto oltre 4,3 milioni di firme

Brexit nel caos: centinaia di migliaia di persone in piazza per il nuovo referendum
Brexit nel caos: centinaia di migliaia di persone in piazza per il nuovo referendum ( ANSA )

LONDRA - Un fiume, ordinato e composto di persone, per chiedere un ripensamento radicale sulla Brexit. Centinaia di migliaia di persone, forse un milione, hanno marciato oggi attraverso il centro di Londra per chiedere un altro referendum UE, mentre il governo cerca una via d'uscita dall'impasse della Brexit e il premier May, incerca di consenso, lascia trapelare che potrebbe rinviare ancora il nuovo voto sul «deal», atteso per la prossima settimana.

Gli organizzatori della campagna «Put It To The People» dicono che oltre un milione di persone si sono unite alla marcia prima di riunirsi di fronte al Parlamento. Il sindaco di Londra Sadiq Khan ha twittato un video di se stesso che si unisce ai manifestanti con in mano uno striscione e in piazza più tardi è stato affiancato alla testa del corteo dal leader dei liberaldemocratici Vince Cable.

Nel frattempo, la petizione online da record sul sito web del Parlamento che chiede la cancellazione della Brexit revocando l'articolo 50 ha raggiunto oltre 4,3 milioni di firme. A questo proposito è da segnalare che Margaret Georgiadou, la donna che ha dato il via alla petizione , ha rivelato a Sky e alla Bbc di aver ricevuto tre telefonate con minacce di morte.

La signora Georgiadou, che attualmente si trova a Cipro, ha commentato: «Ma chi è che vuole la Brexit a tal punto da essere preparato a uccidere"?

Oltre che a Londra grandi manifestazioni anche in Scozia dove il premier Nicola Surgeon, tra i manifestati, è tornata a chiedere un secondo referendum sull'uscita del Regno Unito dalla Ue.

Parlando all'inizio del corte di protesta, la Sturgeon a Edimburgo ha accusato la May e il suo governo «di essersi dimostrati del tutto incapaci di gestire il risultato del voto del 2016, ed è per questo che chiediamo di ridar voce al popolo».

Ill 78% degli scozzesi al referendum votò contro l'uscita dalla Ue e oggi oltre che a Edimburgo gli scozzesi manifestano in tutte le città della zona,Glasgow, Inverness, Perth, Stirling, Lockerbie e Dumfries.

Intanto, appunto, rischia di prolungarsi l'iter parlamentare della questione. Theresa May ha avvertito i deputati britannici in una lettera inviata nel tardo pomeriggio di ieri che potrebbe non esserci nessuno terzo voto sul suo accordo di Brexit la prossima settimana se vi sarà il rischio di una bocciatura.

«Se apparirà che non vi è sufficiente sostegno, e non sottoporrò di nuovo al voto l'accordo la settimana prossima, o se la Camera de Comuni lo respingerà di nuovo, possiamo chiedere un nuovo rinvio prima del 12 aprile ma questo ci costringerà a partecipare alle elezioni europee», ha scritto nella lettera May, citata dal sito della Bbc.

Questa è una delle quattro «opzioni» sottolineate dalla premier, insieme alla revoca dell'Articolo 50 - che, ha detto, sarebbe un «tradire il risultato del referendum» - lasciare l'Ue con un no-deal, o approvare il suo piano la settimana prossima.

L'ultima parola per il voto spetta allo Speaker del Parlamento John Bercow che la scorsa settimana aveva escluso un terzo voto a meno che non siano apportate delle modifiche sostanziali al testo dell'accordo. La lettera è stata scritta da May dopo che il Dup, il partito degli unionisti nordirlandesi, preoccupato che la clausola di backstop finisca per isolare Belfast dal resto del Paese, ha indicato che nulla è cambiato e che pertanto continua a non sostenere l'accordo.