25 aprile 2019
Aggiornato 03:30
Ungheria

Sospensione del Fidesz dal Ppe, la versione di Orban

Il Premier ungherese: «Dopo la vittoria alle europee sarebbe buffo che ci espellessero. Dopo le elezioni vedremo quali saranno le posizioni»

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BRUXELLES - La «soluzione concordata» della sospensione di Fidesz, il partito del premier ungherese Viktor Orban dal Partito popolare europeo, è in realtà un compromesso per mantenere l'unità del Ppe e permettere allo stesso Orban di restare nel suo seno, perché nessuno oserà espellerlo dopo la sua vittoria alle elezioni europee di maggio. E Fidesz «non ha dato né ottenuto alcuna garanzia» riguardo al rispetto dello stato di diritto. E' quanto ha detto, in sostanza, il premier ungherese durante una conferenza stampa stasera a Bruxelles, subito dopo la riunione dei Popolari che ha deciso la sospensione.

«Siamo stati attaccati da alcuni partiti nazionali membri del Ppe», ma «io credo che sia interesse sia del Ppe che di Fidesz mantenere l'unità del Partito europeo», ha osservato Orban, e ha spiegato: «Se non ci fosse stato questo compromesso appoggiato dalla maggioranza, che non voleva che ce ne andassimo, noi avremmo lasciato il Ppe stasera stessa, avevo già pronta la lettera. Ma se poi alle europee vinceremo con larga maggioranza sarebbe buffo poi espellere un partito così forte dal Ppe».

Un ragionamento che il premier ungherese aveva già affermato rispondendo a un'altra domanda: «Dopo le elezioni vedremo quali saranno le posizioni; noi non abbiamo dato né ricevuto garanzie: tutte le questioni importanti saranno affrontate più tardi».

«La questione più importante di tutte - ha detto ancora Orban - e quella su che tipo di coalizione farà il Ppe dopo le elezioni europee, se con la destra o con la sinistra. Ma non possiamo saperlo prima che si pronunciano gli elettori. Se si vuole mantenere l'unità (del Ppe, ndr) durante la campagna elettorale, questa domanda non deve essere posta e non si deve dare una risposta».

Il premier ungherese ha affermato anche di «non avere alcun problema con il Comitato dei saggi», che sarà composto dall'ex Presidente del Consiglio Europeo Herman Van Rompuy, l'ex capogruppo del Ppe all'Europarlamento Hans-Gert Poettering e l'ex cancelliere austriaco Wolfgang Schuessel, e dovrà giudicare se Fidesz potrà rientrare nel Ppe dopo aver rispettato le condizioni fissate.

Il Comitato dovrà certificare il rispetto, da parte del partito ungherese, dei valori del Ppe e di quelli su cui è fondata l'Ue ("il rispetto della dignità umana, la libertà di religione, la libertà di espressione e associazione, la democrazia, l'uguaglianza, lo stato di diritto e il rispetto dei diritti umani, inclusi i diritti delle persone appartenenti alle minoranze"). I «saggi», ha concluso Orban, potranno finalmente «giudicare i fatti», e non le «bugie» su cui sarebbero fondate, secondo lui, le accuse a Fidesz e al regime ungherese.