18 febbraio 2019
Aggiornato 22:00
Bran Bretagna

Brexit, parla Blair: nuovo referendum «unica soluzione»

Lo ha sottolineato l'ex primo ministro britannico Tony Blair, intervistato da Repubblica: «L'accordo di May non passerà mai in Parlamento»

L'ex Primo Ministro britannico, Tony Blair
L'ex Primo Ministro britannico, Tony Blair ANSA

LONDRA - Per uscire dallo stallo sulla Brexit, con il parlamento britannico che ha bocciato senza appello l'accordo di uscita negoziato da Theresa May con l'Unione Europea, un nuovo referendum è «l'unica soluzione». Lo ha sottolineato l'ex primo ministro britannico Tony Blair, intervistato da Repubblica.

Nuovo referendum unica soluzione

«L'accordo di May sulla Brexit non passerà mai in Parlamento», ha avvertito l'ex leader del Labour, «un piano alternativo non ha i voti ed è quasi impossibile che ci sarà un No Deal perché il Parlamento si opporrà. Sherlock Holmes diceva: 'Quando hai escluso l'impossibile, ciò che resta, per quanto improbabile, è la verità'. Ergo, il referendum è l'unica soluzione per uscire dallo stallo».

L'Europa ci aiuti

Però, secondo Blair, «anche l'Europa in questo momento deve farsi avanti e dire forte e chiaro ai britannici che, se cambiassero idea, sarebbero più che benvenuti, facendo notare loro che la politica Ue negli ultimi trenta mesi è cambiata su immigrazione e libertà di movimento».

Regolare l'immigrazione in un modo responsabile

L'ex primo ministro non vede contraddizioni tra la sua posizione attuale e la massiccia immigrazione da lui avallata nel Regno Unito nei primi anni Duemila. «Le politiche cambiano insieme ai tempi», ha chiarito, «Oggi bisogna regolare l'immigrazione in un modo responsabile. Altrimenti, altri politici se ne approfittano e sfruttano il tema in modo irresponsabile. Questo è capitato all'Europa negli ultimi anni: l'immigrazione è stata la causa principe della Brexit. In ogni caso, noi eravamo, anzi ancora siamo, in una posizione privilegiata in Ue: non abbiamo l'euro, non abbiamo Schengen, godiamo dei benefici del mercato comune e abbiamo ampio margine di manovra su tante politiche. È questa la cosa più bizzarra della Brexit».

L'Europa deve essere unita e forte

«C'è una parte di leader europei che spera nella Brexit», ha proseguito Blair nell'intervista, «Ma sarebbe un errore colossale da parte dell'Europa. Colossale. L'Europa deve rimanere unita e forte perché il mondo sta cambiando, la Cina sta prendendo piede, il vento in America è diverso, il patto transatlantico è indebolito. Se i Paesi europei vogliono essere nella condizione di difendere i propri interessi e valori, questo è più che mai il momento di essere uniti».

Il Regno Unito è già spaccato

Ma un nuovo referendum sulla Brexit non spaccherebbe ulteriormente un Regno Unito già lacerato? «Il Paese è già spaccato», l'opinione dell'ex primo ministro, «Se a marzo 2019 uscissimo dall'Ue con una Brexit sgangherata, sarebbe peggio. Il referendum del 2016 è stato inquinato dalle menzogne. Una nuova consultazione invece riunirebbe il Regno Unito. I britannici lo considererebbero come l'ultima parola». E quando gli si ricorda che è stato un referendum a creare questo caos, Blair ha ricordato che anche lui era «contro il primo referendum. Ma, una volta che l'hai permesso, l'unico modo per cambiare una decisione è riconvocarne un altro. Altrimenti, come vediamo, è il caos. Il caos totale».