12 novembre 2019
Aggiornato 01:30
Crisi siriana

Siria, Trump avverte Erdogan: «Se attaccherete i Curdi devasteremo la vostra economia»

Il Presidente americano su twitter annuncia l'«inizio del lungo ritiro» americano: «Stop alle guerre senza fine!». Intanto Netanyahu conferma raid anti-iraniano in Siria venerdì

Il Presidente americano, Donald Trump
Il Presidente americano, Donald Trump ANSA

WASHINGTON - Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha messo in guardia la Turchia su una possibile catastrofe economica del Paese in caso di attacco contro i curdi in Siria dopo il ritiro delle truppe americane. «Devasteremo economicamente la Turchia se colpirà i curdi», ha scritto Trump in un tweet in cui annuncia l'inizio del «lungo ritiro dalla Siria» e la creazione di «una zona di sicurezza di 20 miglia».

Stop alle guerre senza fine!

«Allo stesso modo», ha aggiunto il presidente Usa, «non voglio che i curdi provochino la Turchia». «Russia, Iran e Siria sono stati i maggiori beneficiari della politica a lungo termine degli Stati Uniti per la distruzione dell'Isis in Siria: nemici naturali. Ne beneficiamo anche noi, ma è ora di riportare a casa le nostre truppe. Stop alle guerre senza fine!», ha insistito Trump.

Le Drian: «La guerra contro jihadisti Isis non è finita»

Il capo della diplomazia francese Jean-Yves Le Drian ha riaffermato oggi ad Amman che la guerra contro l'Isis in Siria non è ancora finita e che coloro che pensano che i jihadisti sono stati sconfitti «si sbagliano». In Siria «la guerra non è finita», ha dichiarato Le Drian in una conferenza stampa con l'omologo giordano Aymen Safadi. «Ci sono due guerre incrociate. C'è una guerra contro Daesh (acronimo arabo dell'Isis) che non è finita, e quelli che pensano che Daesh è stato sconfitto si sbagliano. E poi c'è una guaerra civile interna, e talvolta le due guerre si intersecano», ha aggiunto.

Sradicare Daesh

Per il capo della diplomazia francese che ha discusso con re Abdallah II di Giordania di una soluzione politica del conflitto in Siria, «la priorità resta lo sradicamento di Daesh». Le Drian ha riaffermato per l'occasione l'impegno di Parigi «a favore di una soluzione politica della crisi siriana». Questo processo «presuppone un processo elettorale», ha sottolineato. «Se il presidente Bashar al Assad è candidato, sarà candidato. Sono i siriani che devono decidere del loro futuro», ha concluso Le Drian.

Netanyahu conferma raid anti-iraniano in Siria venerdì

Il Primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato oggi che l'aviazione israeliana ha compiuto venerdì un raid contro dei «depositi d'armi» iraniane nell'aeroporto internazionale di Damasco, una rara conferma da parte di un responsabile israeliano. «Circa 36 ore fa la nostra aviazione ha attaccato dei depositi iraniani che contengono armi iraniane nell'aeroporto internazionale di Damasco», ha affermato Netanyahu nel corso del settimanale consiglio dei ministri, secondo il suo ufficio. «L'intensificazione dei recenti attacchi dimostra che siamo più determinati che mai ad agire contro l'Iran in Siria, come ci siamo impegnati», ha aggiunto. «Abbiamo ottenuto dei successi impressionanti per bloccare il deposito militare iraniano. L'esercito israeliano ha attaccato obiettivi iraniani e di Hezbollah centinaia di volte», ha detto ancora Netanyahu.