22 ottobre 2019
Aggiornato 03:00
Medio Oriente

Yemen, l'Onu spera in nuovi negoziati nel 2019

In vista del lancio di un processo di pace. Caso Khashoggi, no di Riad all'estradizione in Turchia dei sospetti sauditi

Yemen, l'Onu spera in nuovi negoziati nel 2019
Yemen, l'Onu spera in nuovi negoziati nel 2019 ANSA

SAN'A - Nuovi negoziati tra il governo yemenita e i ribelli Houthi potrebbero svolgersi nel 2019 per confermare la ripresa del dialogo avviato in Svezia sotto l'egida delle Nazioni Unite, in vista del lancio di un processo di pace.
Le consultazioni di Rimbo, località rurale che si trova a una cinquantina di chilometri da Stoccolma, non sono ufficialmente negoziati di pace. Devono permettere alle parti in guerra di parlarsi dopo quattro anni di un conflitto che ha provocato almeno 10mila morti e ridotto quasi 20 milioni di persone in situazioni di insicurezza alimentare.

Disponibilità a rivedersi nei prossimi mesi
Secondo una fonte dell'Onu, le due parti hanno espresso la disponibilità a rivedersi nei prossimi mesi. «Se noi abbandoniamo queste consultazioni avendo fatto progressi - progressi sull'instaurazione della fiducia e la creazione di un quadro - noi possiamo avere un nuovo ciclo di discussioni» nei prossimi mesi, ha confermato il capo della delegazione ribelle, Mohammed Abdelsalam.
Il governo sostenuto dall'Arabia Saudita sunnita e i ribelli appoggiati dall'Iran sciita sono riuniti nei pressi di Stoccolma per consultazioni sotto l'egida dell'Onu, la prima volta dopo due anni e mezzo. Il tono resta in gran parte ostile tra i due campi, almeno pubblicamente, ma responsabili Onu si sono rallegrati dello «spirito positivo» dei negoziatori e hanno riferito di progressi sulla condizioni di realizzazione di un accordo di scambio tra prigionieri, concluso questa settimana.

Caso Khashoggi, no di Riad all'estradizione in Turchia dei sospetti sauditi
Il governo di Riad si rifiuta di estradare in Turchia persone sospettate di essere coinvolte nell'omicidio del giornalista saudita Jamal Khashoggi a Istanbul. Lo ha affermato il ministro degli Affari esteri saudita Adel al Jubeir, dopo una richiesta in tal senso di Ankara.
«Noi non estradiamo nostri connazionali», ha annunciato Jubeir durante una conferenza stampa a Riad. La Turchia aveva chiesto l'arresto di due collaboratori del principe ereditario saudita Mohammed ben Salman, in legame con l'omicidio del giornalista dissidente lo scorso 2 ottobre nel consolato del suo Paese.
«È interessante per me che un Paese che non ci fornisce informazioni all'interno di un format legale...voglia emettere mandati di arresto», ha aggiunto.