13 novembre 2018
Aggiornato 07:00

Perché l'Italia non ha convinto Haftar a partecipare alla conferenza di Palermo

Lo hanno detto fonti vicine al generale al Libyan Address Journal, smentendo quanto sostenuto da La Stampa
Il generale libico Khalifa Haftar
Il generale libico Khalifa Haftar (ANSA)

PALERMO - Fonti vicine al comando generale dell’Esercito nazionale libico hanno smentito al Libyan Address Journal la notizia riportata da La Stampa secondo cui il direttore dei servizi segreti per l’estero, Alberto Manenti, avrebbe convinto il generale Khalifa Haftar a partecipare alla conferenza di Palermo sulla Libia, in programma lunedì e martedì prossimi. Secondo le fonti, Haftar non avrebbe cambiato idea nell’incontro avuto con Manenti mercoledì scorso a Mosca – dove il generale libico ha avuto un colloquio con il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu – e non sarà a Palermo, come già riferito dal Libyan Address Journal martedì scorso. Martedì il sito libico, vicino al generale, aveva fatto sapere che l’uomo forte dell’Est della Libia non intende partecipare al vertice di Palermo per «l’assenza di una chiara agenda e per la possibile partecipazione di parti vicine al governo del Qatar, sostenute negli ultimi anni dalla Turchia con armi, denaro, così come con supporto politico e mediatico».

Serraj a Istanbul
Il premier del governo di Tripoli, Fayez al Serraj, è stato ricevuto a Istanbul dal presidente turco Recep Recep Tayyip Erdogan, dopo che lunedì scorso Sarraj aveva ricevuto nella capitale libica il ministro della Difesa turco, Hulusi Akar. Il ministro turco aveva incontrato anche il nuovo ministro dell’Interno libico, Fatih Ali Bashagha, della città di Misurata, e il presidente dell’Alto Consiglio di Stato libico, Khaled al-Meshri, espressione della Fratellanza musulmana invisa ad Haftar. L’ufficio di Sarraj aveva fatto sapere lunedì che la discussione con Hulusi aveva riguardato programmi di cooperazione nella costruzione di forze di sicurezza e di difesa libiche, attraverso programmi di addestramento, e della necessità di unire le forze armate libiche, oggi divise tra i due governi di Tripoli e Beida che si contendono il controllo del Paese.

Negoziato guidato dall'Egitto
Il negoziato sulla riunificazione delle forze di sicurezza libiche è guidato da mesi dall’Egitto, che sostiene Haftar. Dopo l’incontro a Istanbul, l’ufficio di Sarraj ha fatto sapere che le due parti hanno discusso della crisi nel Paese e della conferenza di Palermo, così come delle «prospettive di cooperazione economica» e che «Erdogan ha ribadito la disponibilità della Turchia a contribuire alla ricostruzione della Libia».