22 settembre 2018
Aggiornato 17:30

Siria, spuntano presunti colloqui segreti tra Russia e Usa

Come mai, malgrado i toni minacciosi del presidente Trump, il ministero russo della Difesa ha mantenuto una linea piuttosto moderata?
Il presidente russo Vladimir Putin con Donald Trump
Il presidente russo Vladimir Putin con Donald Trump (EPA/WALLACE WOON)

DAMASCO - "Siamo estremamente preoccupati che alcuni Paesi, sicuri del loro potenziale militare, stiamo trasformando la Siria in un braccio di ferro", ha dichiarato il presidente turco Erdogan, che ha fatto sapere che parlerà con Putin nella giornata di oggi sulle "modalità per fermare questo massacro chimico", facendo riferimento all'uso di armi chimiche nella Ghouta orientale. Il ministero russo della Difesa conta di ottenere dal Pentagono le coordinate degli obiettivi del possibile imminente attacco americano in Siria, in modo da evitare perdite da parte russa. Lo scrive oggi in apertura il quotidiano russo Kommersant, secondo cui sono in corso anche contatti con la Nato. Citando fonti governative, il giornale fa notare come ieri, malgrado i toni minacciosi del presidente Donald Trump, il ministero russo della Difesa abbia mantenuto una linea piuttosto moderata, consigliando agli Usa - tramite il primo vicecapo della prima sezione operativa dello Stato maggiore Vikotr Poznikir - di preoccuparsi piuttosto della "ricostruzione della devastata Raqqa" e non della preparazione di nuovi attacchi. Il 'basso profilo', secondo le fonti di Kommersant, è dovuto al fatto che lo Stato maggiore russo conduce colloqui segreti con i colleghi Usa. E secondo il capo della commissione della Duma per la Difesa, Vladimir Shalamov, ci sono contatti in corso anche con la Nato, con la mediazione della Turchia.

Misure russe pronte
Il ministero moscovita della Difesa ha comunque preparato un "elenco di misure che i militari russi sono pronti a mettere velocemene in campo in caso di escalation del conflitto", con l'attacco alle basi di lancio dei missili americani come "extrema ratio": il Pentagono sarebbe stato direttamente informato di tale opzione sul piatto. Per mettere in chiaro che si sta facendo sul serio, la Marina militare russa ha reso off limits un'ampia zona nei pressi della costa siriana, dove saranno condotte manovre con tiri di lancio: navigazione proibita da ieri, per tutta la giornata di oggi, di nuovo per il 25 e il 26 aprile. Al momento la Russia nel Mediterraneo ha 15 navi da guerra della flotta del Mar Nero, comprese navi su cui sono montate batterie missilistiche di tipo Kalibr.

Siria "pronta all'attacco Usa"
Dal canto suo la Siria si dice "pronta": "Non temiamo un attacco americano" ha detto alla televisione libanese al-Mayadeen, la consigliere politica e per i media del presidente Bashar al Assad, Buthaina Shaaban, aggiungendo che le minacce americane fanno parte di "una guerra psicologica" lanciata dall'Occidente per dare prova di forza dopo il proprio fallimento in Siria. "Non abbiamo paura della guerra e saremo pronti, qualsiasi cosa accada", ha detto Shaaban all'emittente legata ai combattenti libanesi Hezbollah, alleati di Assad, aggiungendo che Damasco e Mosca si stanno preparando all'attacco Usa dopo quello messo a segno lunedì scorso da Israele contro la base aerea siriana T-4. Per Shaaban la vittoria di Damasco nella Ghouta orientale ha rappresentato una svolta nella guerra in corso dal 2011, da cui è emersa l'alleanza tra Russia, Siria ed Hezbollah, definita "alleanza del futuro». "Le regole dei giochi sono cambiate a favore della Siria", ha proseguito, e "la vittoria della Siria cambierà la mappa della regione e del mondo». Quindi, la consigliera ha accusato Israele di voler prolungare il conflitto, bollando lo Stato ebraico come "il principale sconfitto" della guerra.