17 ottobre 2019
Aggiornato 00:00
Russia

Lavrov su Nordocorea, Iran, Libia, spazio aereo: tutti i fronti caldi dello scontro USA-Russia

Corea del Nord, Iran, rapporti transatlantici, Siria, Libia: questi i temi toccati da Lavrov durante la conferenza stampa di inizio 2018

MOSCA - Corea del Nord, Iran, rapporti transatlantici, Siria, Libia. La conferenza stampa di fine anno tenuta dal ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha toccato le maggiori crisi internazionali attualmente in corso, ma anche l'annosa questione dei rapporti con gli Stati Uniti di Donald Trump che, nonostante i pronostici, non hanno segnato il tanto ventilato miglioramento. "La Russia non può lasciare senza risposta le azioni ostili degli Usa", ha tuonato il Ministro, cheè tornato a denunciare i "piani per la militarizzazione" dello spazio che gli Stati Uniti stanno sviluppando, che, ha detto, si aggiungeranno ai problemi della sicurezza internazionale con una "dimensione molto negativa".

La conferenza di Vancouver sulla Corea del Nord
Sì, perché, a livello internazionale, sono ancora tanti i fronti aperti in cui Usa e Russia non sembrano andare a braccetto. Proprio oggi a Vancouver si aprono ad esempio alcuni incontri sulla Corea del Nord tra Usa, Canada e altri 17 Paesi che avevano contribuito con le loro truppe al contingente ONU a difesa della Sud Corea nella guerra del 1950, ma senza Cina e Russia. Un sistema diplomatico che Lavrov ha definito "nocivo", tanto più che, nelle sue ultime sessioni, il Consiglio di Sicurezza ONU si era mostrato compatto nel votare risoluzioni sulla crisi coreana che hanno introdotto, tra le altre cose, nuove sanzioni dirette al regime di Pyongyang. Un fronte trasversale che l'iniziativa occidentale a Vancouver sembra frantumare, proprio in un momento in cui la crisi coreana sembrava giunta a un punto di svolta diplomatica.

L'Iran 
E poi c'è l'Iran, dove nelle scorse settimane sono scoppiate ampie manifestazioni contro la crisi economica e l'aumento dei prezzi - manifestazioni che hanno registrato anche delle vittime -. Manifestazioni dopo le quali la retorica infuocata di Washington contro Teheran si è ulteriormente acuita. Le recenti dichiarazioni di Washington sull'accordo nucleare iraniano non aggiungono ottimismo e stabilità, ha fatto notare Lavrov. Mosca deve «fare il massimo per difendere gli interessi della Russia», ma anche per «preservare l'accordo sul nucleare iraniano» anche nel 2018, ha sottolineato.

Focolai di tensione
Lavrov ha notato che l'anno scorso, dal punto di vista dello sviluppo della politica estera, «non è stato facile, poiché c'erano molti focolai di tensione in varie parti del mondo». Il capo della diplomazia russa ha ricordato che negli ultimi mesi del 2017 «la situazione si è seriamente aggravata a causa delle minacce provenienti da Washington», incluso il problema della penisola coreana che si pensa di risolvere «esclusivamente con la forza»

Dalla Libia, miglioramenti
Notizie migliori provengono invece dalla Libia, dove, ha detto il Ministro, «La situazione lentamente si muove verso la direzione giusta». "Abbiamo lavorato senza fare eccezioni e senza escludere nessuno» con tutti i player sul campo nella crisi «a differenza dei nostri colleghi dell'Ovest che si sono legati una o all'altra figura», ha detto il ministro rispondendo a una domanda sull'azione diplomatica russa in Libia. Secondo Lavrov tuttavia il ruolo della Russia in Libia non è così importante, ha aggiunto durante la conferenza condotta dalla portavoce Maria Zakharova.

Siria
Quanto alla Siria, la Russia spera che il Congresso di dialogo nazionale, che si terrà a Sochi il 29 e 30 gennaio, sarà uno stimolo per l’ONU per intensificare il lavoro di risoluzione politica a Ginevra, ha dichiarato Lavrov. Il Ministro ha sottolineato il ruolo dinamico di Russia, Iran e Turchia, che un anno fa ha permesso di avviare il processo per la creazione di una zona di de-escalation. Tali zone, nonostante tutti i tentativi di portarle suo collasso, persistono, nonostante le violazioni.