Austerity

Grecia, i dati ufficiali sbandierano qualche timido segno più, ma i greci tagliano su pane e latte

Gli ultimi dati ufficiali sulla Grecia mostrano qualche timido spiraglio, con la crescita di investimenti, del Pil, assunzioni nel settore sanitario e un timido calo della disoccupazione. Ma i greci non sembrano ancora avvertire questi 'miglioramenti'

Il premier greco Alexis Tsipras
Il premier greco Alexis Tsipras (EPA/SOTIRIS BARBAROUSIS)

ATENE - «Un certo francese che è passato qui in Grecia questa settimana mi ha detto che siamo riusciti a trasformare la Grexit in Grinvest». A parlare è il premier greco Alexis Tsipras, uno Tsipras piuttosto compiaciuto e in vena di ironie, in occasione dell'inaugurazione della Fiera Internazionale di Salonicco. Il riferimento, naturalmente, è ad Emmanuel Macron, in visita ad Atene giovedì scorso. L'argomento, invece, sono gli investimenti esteri, rispetto ai quali i dati del Governo hanno ultimamente fatto registrare numeri rassicuranti, con un livello superiore a quello degli ultimi 10 anni, mentre nel 2018 dovrebbe arrivare a termine il terzo piano d’aiuti alla Grecia, sottoscritto nel 2015.

Buone notizie
Una buona notizia, per la Grecia «cavia» dell'austerità europea, accompagnata da qualche timido segnale di miglioramento: perché è vero, il prezzo della «seconda valutazione» da parte dei creditori e dell'Eurogruppo a maggio è stato pesante, e ha comportato nuovi tagli alle pensioni medio-alte e un ulteriore abbassamento al limite di tassabilità del reddito. D'altra parte, per la prima volta si è introdotta la cosiddetta «clausola di sviluppo», che subordina la velocità di restituzione del debito e i suoi interessi al tasso di crescita dell'economia (più veloce se le cose vanno bene, più lenta se si cresce meno). La Grecia, inoltre, potrà ritornare a emettere titoli di debito sui mercati entro la fine del '17 e uscire finalmente dal Commissariamento.

Qualche segno più
Ma anche dai dati emerge qualche spiraglio di luce: come quel 21% di disoccupati, che è un dato ancora altissimo, ma che è sempre un miglioramento rispetto al 28% dello scorso anno. Il governo Tsipras, inoltre, sta cercando di ridurre il ruolo dei privati nelle strutture sanitarie pubbliche, riassumendo gli stessi dipendenti con diritti e salari aumentati. Inoltre solo nell'ultimo anno sono stati assunti 9000 infermieri e altri 9000 verranno assunti nei prossimi mesi, anche grazie al ricavato della vendita di alcune frequenze televisive.  Infine, si può citare quel +0,8% del secondo trimestre di quest'anno, previsto in ulteriore crescita nel terzo fino ad arrivare a un 2% annuo.

Diminuzione dei consumi delle famiglie, si taglia su pane e latte
Piccoli miglioramenti che però non possono certo oscurare quanto la situazione resti drammatica per moltissimi greci. Secondo un’indagine condotta da Nielsen e riportata dal blog Keep Talking Greece, è in corso una continua diminuzione nei consumi delle famiglie, diminuzione che interessa i beni di primissima necessità. In altre parole, i greci stanno tagliando addirittura su pane e il latte. La diminuzione delle vendite di latte nella distribuzione al dettaglio è stata dell’8,6% nella prima metà del 2017. Nella prima metà del 2017, invece, la diminuzione delle vendite di pane confezionato è stata del 5,3%. Anche la vendita di bevande alcoliche ha subito un brusco calo, con le vendite di whisky calate del 6,8% nel periodo considerato. Nel complesso, il mercato al dettaglio ha perso l’1,1% del valore rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Altri prodotti a segno meno
Altra categoria di prodotti colpita dal ribasso è stata quella per la cura personale, nell'ambito della quale le vendite sono scese del 4,4%. -3,5% nelle vendite di prodotti per la casa. Le vendite di deodoranti e pannolini sono crollate rispettivamente del 7,3% e del 7,2%. Tra i beni per la casa sono crollati soprattutto la candeggina (-8,9%) e i tovaglioli (-7,7%). Una precedente indagine di Nielsen aveva mostrato che le vendite di prodotti alimentari in Grecia erano crollate del 18% dal 2009, cioè da quando è iniziata l’attuale crisi economica.

I greci non avvertono i segni più
Nel 2009 le vendite di generi alimentari avevano raggiunto un picco in positivo, totalizzando 13,15 miliardi di euro. Da quando la Grecia è entrata nel programma di salvataggio, nel 2010, la domanda di generi alimentari ha iniziato a crollare, anche a causa alla chiusura dei piccoli negozi di alimentari e dei minimarket. Sembra insomma che le famiglie greche non riescano proprio ad avvertire che quei timidi segni più di cui parlano i dati ufficiali.