20 ottobre 2019
Aggiornato 05:00
S 400 schierati a Kaliningrad

La Russia di Putin punta i suoi missili verso Berlino. Ma intanto la Nato...

Mosca schiera i suoi potentissimi missili, capaci di polverizzare Berlino, nella sua enclave tra Lituania e Polonia. Quello che però nessuno ci racconta è cosa sta facendo la Nato nel frattempo

MOSCA – Vladimir Putin torna a minacciare la sicurezza dell'Europa. Questa, perlomeno, è la lettura che la gran parte della stampa mainstream propone della decisione di Mosca di schierare potenti missili S 400, Iskander e Topom M, a Kaliningrad, l’enclave russa situata fra Lituania e Polonia, proprio nel cuore del Continente. Missili che fanno paura, perché in grado di portare vere e proprie testate nucleari. E soprattutto perché possono raggiungere Berlino e sfiorare Copenaghen e Stoccolma, mentre le loro caratteristiche non balistiche li rendono praticamente impossibili da intercettare e bloccare.

Nonostante Donald Trump
Una mossa che s'inscrive nell'ormai sempre più serrato confronto tra Nato e Russia, un confronto che, ripreso vigorosamente durante la seconda parte della presidenza Bush, non si è più placato, neppure ora che ad occupare lo Studio Ovale è colui che, in campagna elettorale, aveva promesso di sciogliere il ghiaccio nelle relazioni con Mosca. Non che a Donald Trump manchino le intenzioni, probabilmente: il problema è che contro di lui è schierato compatto l'apparato, che, con le continue rivelazioni nell'ambito dell'inchiesta sul Russiagate, rischia addirittura di fargli saltare la poltrona.

Una mossa che fa paura
Ad ogni modo, l'ultima mossa di Putin ha messo in allarme le cancellerie europee, che tuttavia si sono trincerate dietro un totale riserbo. A parlare chiaro ci ha pensato il generale John Rutherford Allen, ex capo della coalizione internazionale anti-Isis, che ora conduce uno studio sull’adattamento dell’Alleanza Atlantica agli scenari contemporanei di sicurezza: «La Nato e i suoi membri hanno motivo di preoccuparsi di questa violazione gratuita del Trattato Inf. La Nato dovrà prendere in considerazione misure per difendersi da questa nuova minaccia russa», ha dichiarato.

Parlando di violazioni del Trattato Inf...
E' vero che, strategicamente parlando, quella di Mosca è una mossa rilevante: perché la Russia ha identificato un tallone d’Achille della Nato nell’incapacità di saldare l’indivisibilità della sicurezza alla deterrenza nucleare.  Eppure, su questo tema, il pulpito dell'Occidente è decisamente traballante. Perché, come ha più volte denunciato Mosca, anche i sistemi di difesa antimissilistica dispiegati dagli Usa in Europa costituiscono una violazione del Trattato Inf, lo stesso in base al quale oggi l'Alleanza atlantica punta il dito contro il rivale di sempre. Un trattato siglato dagli Stati Uniti e dall'Unione Sovietica a dicembre del 1987, obbligava entrambi i paesi a eliminare i missili nucleari a media gittata e quelli da 500 a 5.500 chilometri. Difficile, insomma, per l'Occidente fare la morale a Mosca su queste basi.

Le ultime esercitazioni Nato
Anche perché l'attivismo della Nato negli ultimi tempi è in perenne crescita. Oltre ai battaglioni schierati nei Paesi baltici e dell'Europa nord-orientale, si consideri per un attimo l'entrata del Montenegro nell'Alleanza atlantica. Una mossa che Mosca non può che vivere come ostile, anche data l'alta percentuale di serbi presenti nel Paese, più favorevoli a una partnership con Mosca. Non solo: anche le esercitazioni Nato a ridosso dei confini russi sono sempre più numerose. Dal 27 maggio scorso, è ad esempio in corso la Saber Strike 2017, ciclo di esercitazioni diretto dalle forze armate statunitensi di stanza in Europa, che terminerà il prossimo 24 giugno. L’obiettivo è quello di rendere più armonica ed efficace la coordinazione tra eserciti degli Stati Uniti, della Lettonia, della Lituania, dell’Estonia e della Polonia, gli Stati tradizionalmente e storicamente più timorosi di un'aggressione russa. Il coordinamento sarà poi integrato con le truppe di tutti i Paesi della Nato impegnati nell’esercitazione.

Saber Strike 2017
In particolare, le esercitazioni chiave all'interno di questa manovra saranno sei, e sono quelle più interessanti anche sotto il profilo di possibili scenari futuri di guerra. La prima sarà un'esercitazione sul coordinamento di un convoglio marittimo che partirà dal porto di Orysz, in Polonia, e terminerà sulle coste meridionali della Lituania. La seconda esercitazione prevede invece lo sbarco di rifornimenti e di attrezzature prefabbricate in Lettonia. La terza esercitazione sarà un assalto anfibio in Lettonia. Quindi, avranno luogo due esercitazioni di fuoco congiunte, rispettivamente in Polonia e in Lituania. Infine, è previsto un assalto aereo da parte dei British Royal Marines al confine polacco-lituano, nonché l’esercitazione di attraversamento di un fiume nella stessa area dell’assalto.

Accerchiamento
Saber Strike 2017 non è, naturalmente, un'eccezione: basti pensare che per quest'anno sono previste altre 16 esercitazioni, un numero impressionante giustificato con il decadimento delle relazioni con la Russia e i crescenti timori degli Stati baltici. Non è difficile intuire come Mosca possa vivere tale attivismo Nato proprio a ridosso dei suoi confini: il risultato di tutto ciò è quel vero e proprio accerchiamento che denuncia da anni. E al quale, come dimostrano i missili di recente schierati, si sente costretta a rispondere a sua volta con la deterrenza.