23 giugno 2017
Aggiornato 13:30
La prima volta del segretario di Stato Usa

Tillerson al vertice Nato, al centro oneri finanziari e l'«aggressione russa in Ucraina»

Il segretario di Stato Rex Tillerson interviene per la prima volta al vertice Nato, in occasione del quale ha denunciato, oltre al non equa ripartizione delle spese, anche l'«aggressione russa in Ucraina»

Il segretario di Stato Usa Rex Tillerson.
Il segretario di Stato Usa Rex Tillerson. (EPA / Thomas Lohnes / POOL)

WASHINGTON - Il segretario di Stato Usa, Rex Tillerson, è oggi a Bruxelles per partecipare alla sua prima riunione della Nato con una richiesta ben precisa: un maggiore impegno economico degli alleati a fronte di una contrazione delle risorse statunitensi. Una posizione, quella di Washington, che da settimane alimenta i dubbi sulla reale volontà del presidente Donald Trump di intervenire efficacemente in difesa degli interessi dei Paesi membri europei.

Il viaggio in Turchia
Tillerson arriva dalla Turchia, dove ieri ha incontrato anche il presidente Recep Tayyip Erdogan, oltre al collega Mevlut Cavusoglu. I faccia a faccia ad Ankara non sono serviti a placare le inquietudini turche rispetto alla Siria, a cominciare dalla questione curda, e riguardo le richieste di estradizione dell'imam Gulen, che vive negli Usa e che Erdogan ritiene il regista del fallito golpe dello scorso luglio.

Vertice Nato anticipato
Anche la tappa bruxellese si annuncia delicata. Il vertice ministeriale della Nato era stato inizialmente fissato per il 5 e 6 aprile, ma Tillerson aveva fatto sapere la settimana scorsa che avrebbe potuto disertare l'incontro, evocando una possibile visita negli Stati uniti del presidente cinese Xi Jinping. Per evitare la situazione spiacevole di riunire gli alleati in assenza - caso rarissimo - del rappresentante del principale Paese contributore e fondatore, il vertice è stato spostato al 31 marzo.

Il primo viaggio in Europa di Trump
Obiettivo della riunione odierna è preparare il vertice Nato del 25 maggio a Bruxelles, alla presenza del nuovo presidente degli Stati Uniti. Per Donald Trump sarà il primo viaggio in Europa dal giorno dell'insediamento alla Casa Bianca. Il miliardario è stato eletto con un programma di politica estera ritenuto isolazionista, anche se il presidente ha contestato questa chiave di lettura, ricevendo il 17 marzo la cancelliera tedesca Angela Merkel. Appena 24 ore dopo, però, su Twitter, Trump ha accusato Berlino di dovere «ingenti somme di denaro» alla Nato e a Washington.

Nodo spese
E se nelle settimane scorse, Tillerson, il vice presidente Mike Pence e il ministro della Difesa James Mattis «hanno messo in chiaro che gli Stati Uniti continueranno a svolgere il loro ruolo al fine di garantire la capacità della Nato nella difesa comune e come forza di deterrenza», il presidente «è stato molto chiaro e il suo segretario di Stato lo ribadirà venerdì», ha avvertito un diplomatico del dipartimento di Stato: «gli Stati uniti non possono più garantire una quota sproporzionata di spesa per la difesa e deterrenza della Nato». La nuova amministrazione di Washington - prima potenza militare al mondo - intende portare il suo budget annuale a 639 miliardi di dollari, e assicura attualmente il 68% delle spese per la difesa cumulate dai 28 alleati della Nato.

Più equa ripartizione degli oneri finanziari
Trump sostiene che altri Paesi dell'Alleanza atlantica debbano condividere maggiormente «gli oneri finanziari», spendendo almeno il 2% del loro Prodotto interno lordo per la Difesa, come peraltro concordato ad un summit della Nato del 2014. «E' essenziale che gli Alleati onorino i loro impegni», ha insistito la fonte diplomatica statunitense, avvertendo che Rex Tillerson «spingerà moltissimo» in questo senso. Il funzionario del dipartimento di Stato, tuttavia, non ha spiegato cosa faranno gli Stati Uniti nel caso in cui l'obiettivo del 2% non sarà raggiunto.

Nodo Ucraina
La questione dei finanziamenti, in ogni caso, non sarà l'unica al centro dei colloqui dei ministri della Nato. L'Alleanza discuterà infatti anche di Russia e Ucraina. A questo proposito, i colloqui sono iniziati già ieri a livello di ambasciatori nel quadro di un Consiglio Nato-Russia, istanza di dialogo creata nel 2002, ma accantonata momentaneamente nel 2014 dopo l'adesione della penisola ucraina di Crimea alla Federazione russa e il conflitto armato tra Kiev e i ribelli filo-russi nell'Est dell'Ucraina.

Pressioni sulla Russia
Tillerson, considerato vicino al presidente russo Vladimir Putin al tempo in cui era l'amministratore delegato di ExxonMobil, «discuterà con gli alleati dell'impegno americano a rafforzare la sicurezza nell'Est dell'Ucraina e della necessità per la Nato di continuare a pressare la Russia affinché metta fine alle aggressioni ai suoi vicini e rispetti gli accordi di Minsk», ha precisato la fonte del dipartimento di Stato.