23 giugno 2017
Aggiornato 13:30
Il presidente siriano auspica collaborazione da Donald Trump

Siria, Assad: Trump nostro alleato naturale nella lotta all'Isis

Il presidente siriano Bashar al Assad ha auspicato che Trump possa essere, come ha dichiarato più volte, un alleato naturale di Damasco nella lotta contro l'Isis

Il presidente siriano Bashar al Assad.
Il presidente siriano Bashar al Assad. (Valentina Petrov / Shutterstock.com)

DAMASCO - Nella sua prima intervista da Presidente eletto, Donald Trump aveva parlato dell dossier siriano, annunciando un netto cambio di strategia rispetto all'amministrazione Obama: «Se la Siria combatte contro l'Isis io devo sbarazzarmi dell'Isis, non di Assad», aveva dichiarato. Ora, a parlare è proprio lui, il controverso presidente siriano Bashar al Assad. Che, nell'intervista concessa alla tv pubblica portoghese Rtp, ha mandato un messaggio al nuovo inquilino della Caa Bianca. 

Usa e Siria alleati naturali contro il terrorismo
«Non possiamo dire nulla su quello che farà, ma diciamo che se lotterà contro il terrorismo, naturalmente saremo alleati, alleati naturali nello stesso modo in cui lo siamo con i russi, gli iraniani e molti altri Paesi che vogliono sfidare il terrorismo», ha detto Assad a Rtp. E per "terrorismo", il regime di Damasco intende tutte le formazioni armate che gli sono ostili, quelle che gli Usa di Obama si sono ostinate a considerare moderate, e quelle apertamente jihadiste, come lo Stato Islamico, che controlla vaste regioni in Siria.

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Trump: abbiamo appoggiato i ribelli senza sapere chi siano
Una linea che Trump sembra, al momento, condividere. «Ho sempre avuto un parere opposto sulla Siria rispetto a quello di molte persone - aveva sottolineato nella sua intervista- perchè la Russia è sempre stata allineata sulla questione ed ora c'è anche l'Iran che è diventato potente a causa nostra. Noi abbiamo appoggiato i ribelli contro la Siria senza avere la minima idea di chi sia questa gente»

La prudenza di Assad
Ma quando si è trattato di commentare le dichiarazioni del nuovo Presidente, Assad si è mostrato comunque prudente. «Naturalmente è promettente, ma bisognerà concretizzare. Potrà agire in questo senso? E che dire delle forze che sono a lui contrarie in seno alla sua amministrazione e della corrente dominante nei media che sono contro di lui? (...) E' per questo che siamo ancora dubbiosi che possa mantenere le sue promesse», ha aggiunto.

Priorità all'Isis
In un'intervista pubblicata sabato sul Wall Street Journal, Donald Trump aveva suggerito che bisognasse lottare di più contro l'Isis. E per cercare di avvicendare Assad, aveva detto, «abbiamo finito con il combattere la Russia», alleata di Damasco. «L'Isis è una minaccia per noi molto maggiore di Assad», aveva dichiarato inoltreTrump al New York Times a luglio. Nella sua intervista, Assad ha inoltre insistito sul suo rifiuto di ogni ingerenza americana in Siria. «Sono 50 anni che gli Stati Uniti interferiscono (nelle vicende di altri Paesi) e di fatto sono capaci solo a creare problemi, non a risolverli».

Assad all'attacco di Guterres... e di Erdogan
Interpellato sul suo atteggiamento nei confronti del prossimo segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, il presidente Assad ha affermato: «Le Nazioni Unite non sono il segretario generale, anche se ha un ruolo importante», piuttosto i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza. «In ogni caso, serve che sia obiettivo (...) e che non trasformi il suo ufficio in una succursale del Dipartimento di Stato americano». Infine l'attacco al presidente turco Recep Tayyip Erdogan, il cui Paese sostiene la guerriglia siriana, definito «malato, megalomane e instabile». E ancora: «Vive al di fuori della realtà».