15 ottobre 2019
Aggiornato 03:00
Mentre gli Usa annunciano operazione per isolare Is a Raqqa

Siria, l'Isis minaccia in un video: «Invaderemo Damasco». Mosca: «Nessuna nuova tregua ad Aleppo»

Mentre ad Aleppo i combattimenti proseguono senza alcuna nuova tregua umanitaria in programma, l'Isis in un video annuncia un piano per invadere Damasco

La bandiera dell'Isis sventola in una località della Siria.
La bandiera dell'Isis sventola in una località della Siria. Shutterstock

DAMASCO - Mentre ad Aleppo i combattimenti proseguono, in un nuovo video postato in rete ieri lo Stato Islamico (ISIS) ha minacciato di invadere «il cuore di Damasco», capitale della Siria. Una minaccia che, secondo osservatori locali, vuole «alleggerire» le pressioni sulla sua ultima grande roccaforte irachena, Mosul, sottoposta da lunedì scorso ad una vasta offensiva delle truppe di Baghdad.

Occhi puntati al cuore di Damasco
«Gli occhi dei Mujahiddin sono puntati al cuore di Damasco, aspettate come stiamo facendo noi», si afferma nel video come riporta oggi il sito news Ara-News. Nel filmato girato nel campo profughi al Manosur a sud di Damasco, i jihadisti promettono di imporre in tutta la capitale siriana la Sharia; ovvero la legge islamica.

I territori controllati dall'Isis
Gli uomini del Califfato controllano il quartiere al Hajar al Assuad del campo profughi dove affermano di aver girato le immagini del video. La zona è controllata dall'Isis dall'aprile 2015, quando è riuscito a cacciare i combattenti del Fronte al Nusra, filiale siriana di al Qaida prima di cambiare nome in Jabhat Fath al Sham.

L'Is accusa i ribelli
Nel filmato i jihadisti dell'Isis hanno accusato i gruppi ribelli di lavorare per conto del governo di Assad e di essere degli apostati. «È giunto il momento per i combattenti del Califfato di conquistare Damasco dagli infedeli e dei loro mercenari», ha detto il gruppo estremista.

Tentativo di distrarre da Mosul
«Questo annuncio arriva dopo che il gruppo ha iniziato a perdere terreno in Iraq con l'offensiva su Mosul che ha fatto crollare la determinazione morale dei suoi militanti», ha detto al sito il giornalista siriano Mustafa Abdi secondo il quale l'Isis «è alla ricerca di nuove presunte vittorie per ricostruire la sua reputazione come una forte organizzazione».

Operazione per isolare i jihadisti a Raqqa
Intanto, il segretario alla Difesa Usa Ashton Carter ha sollecitato oggi l'avvio di un'operazione per isolare i jihadisti dello Stato Islamico (Isis) nella loro roccaforte siriana, Raqqa, in concomitanza con l'offensiva in corso a Mosul, l'ultimo bastione dell'Isis in Iraq. «Vogliamo vedere l'avvio il prima possibile di un'operazione di isolamento attorno a Raqqa - ha detto Carter durante la visita nel Kurdistan iracheno - stiamo lavorando con i nostri partner lì (in Siria) per farlo»«Ci sarà una certa simultaneità di queste due operazioni», ha poi aggiunto Carter, facendo riferimento all'offensiva in corso da sette giorni contro l'Isis a Mosul. 

Nessuna nuova tregua ad Aleppo
Dal canto suo, il viceministro degli Esteri russo Sergei Ryabkov all'agenzia di stampa Interfax ha dicharato che una nuova tregua umanitaria ad Aleppo, in Siria, non è al momento in agenda. «La questione di una nuova pausa umanitaria non è al momento in agenda - ha detto Ryabkov - la pausa umanitaria si è conclusa sabato». Il viceministro ha comunque tenuto a precisare che Mosca è pronta a valutare una nuova pausa umanitaria ad Aleppo, a condizione che «la nostra controparte garantisca una condotta adeguata da parte dei gruppi antigovernativi, responsabili, in particolare, del fallimento dell'evacuazione di malati e feriti», prevista durante i tre giorni di tregua della scorsa settimana.