19 giugno 2019
Aggiornato 15:00
L'intervista a Bloomberg

Putin: Clinton o Trump? «Entrambi danno il cattivo esempio». E sull'Ue: «Sì a una riduzione dell'Eurozona»

Elezioni Usa, rapporti con l'Europa, energia, Siria, G20: il presidente russo Vladimir Putin a tutto campo in un'intervista a Bloomberg. Dove non si risparmia un affondo a entrambi i candidati

Il presidente russo Vladimir Putin.
Il presidente russo Vladimir Putin. ( Shutterstock )

MOSCA - Elezioni americane, rapporti con l'Europa, euro, energia, Siria, G20: il presidente russo Vladimir Putin a tutto campo in un'intervista rillasciata a Bloomberg, in un periodo in cui le relazioni con l'Occidente sono tutt'altro che facili. E parlando delle elezioni americane, oltre a ribadire la totale estraneità di Mosca agli attacchi hacker denunciati ultimamente, Putin ha dichiarato di ritenere che né la candidata democratica Hillary Clinton, né il candidato repubblicano Donald Trump «abbiano dato il buon esempio» alla vigilia dell'appuntamento elettorale. 

Elezioni americane
Lungi dunque dal confermare una sua ipotetica preferenza per Donald Trump, il capo del Cremlino ha invece sottolineato: "Sono entrambi impegnati a scioccare, ciascuno a suo modo. Credo che questo non sia un buon esempio».E si è rammaricato che entrambi i candidati abbiano voluto coinvolgere la Russia nei reciproci attacchi. Giocare «la carta anti-russa» è un «approccio miope», ha detto.

Relazioni con l'Occidente
A proposito delle relazioni con l'Occidente si era espresso qualche ora prima il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, dichiarando che la Russia è pronta a ristabilire relazioni sia con gli Stati Uniti sia con l'Unione europea solo su basi paritarie. «Non vogliamo voltare le spalle a nessuno. Siamo pronti a riprendere le normali e complete relazioni con l'Unione europea, con gli Stati Uniti, ma solo su basi paritarie», ha spiegato Lavrov.

Europa ed eurozona
Con particolare riferimento all'Ue, rispetto alla quale, in tempi di campagna in vista del voto sulla Brexit, il presidente russo era stato accusato di tifare per la disintegrazione dell'Europa, Putin ha ribadito che la Russia non ha certo bisogno di un disastro per la zona euro, visto che «il 40% delle riserve» del suo Paese sono in valuta europea. Il leader del Cremlino ha anche sottolineato che la Russia ha riserve finanziarie sufficienti a coprire le spese di bilancio, senza ricorrere a prestiti esteri. Il presidente non esclude invece che nella zona euro «ci possa essere qualche soluzione che consolidi il gruppo di Paesi con livelli simili di sviluppo: questo a mio parere, andrebbe a rafforzare l'euro»

Energia
Quanto ai temi energetici, per Putin il congelamento della produzione di petrolio sarebbe stata la decisione giusta al fine di mantenere prezzi equi sul mercato mondiale. «Dopo tutto, non abbiamo abbandonato (l'idea del) congelamento dei volumi di produzione, sono i nostri partner sauditi che all'ultimo momento hanno cambiato il loro punto di vista e hanno deciso di fare una pausa su questa decisione. Ma io voglio ribadire la nostra posizione non è cambiata» ha detto Putin.

Vertice con l'Arabia saudita
Durante il G20 che si terrà il prossimo 4 settembre ad Hangzhou, in Cina, Putin incontrerà il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman. Nel mese di aprile di quest'anno la posizione dell'Arabia Saudita è cambiata all'ultimo momento e ha impedito il raggiungimento di accordi sul congelamento della produzione, al vertice di Doha. «Se con il principe Salman parleremo di questo, conto naturalmente di ribadire la nostra posizione: riteniamo che sia la decisione giusta per energia globale», ha detto Putin.

Siria
Il presidente russo Vladimir Putin si è espresso anche sul drammatico conflitto siriano, auspicando che Mosca e Washington possano presto raggiungere un accordo di cooperazione. «Secondo me stiamo gradualmente andando nella giusta direzione e non escludo che saremo in grado di accordarci su qualcosa in un prossimo futuro e presentare i nostri accordi alla comunità internazionale», ha detto Putin. Tra i funzionari russi e americani sono in corso negoziati a Ginevra, volti a ristabilire un cessate il fuoco in Siria e cooperare militarmente contro lo Stato islamico e altri gruppi jihadisti nel paese. «I negoziati sono molto difficili», ha detto Putin. 

G20
Secondo il presidente russo, al G20 è meglio che non entri la politica estera, e non sarà il luogo dove «discutere all'infinito» di Siria. Per Putin, i «venti» dovrebbero piuttosto parlare di «problemi dell'economia mondiale». Mentre si può discutere all'infinito della Siria, ma ci sono altre piattaforme, come le Nazioni Unite: «è meglio trovare altri luoghi, altri forum: le Nazioni Unite, per esempio, il Consiglio di Sicurezza», ha detto Putin. Il tutto, dopo che sui media si era creata grande aspettative per l'incontro di Putin con il presidente Usa uscente Barack Obama a margine G20 in Cina. L'incontro secondo alcuni media sarebbe l'ultimo, e quindi decisivo sui dossier siriani.

Faccia a faccia con Obama?
Dal Cremlino hanno già fatto sapere che successivamente Putin non parteciperà all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, mentre è chiaro il suo riferimento a quanto già accaduto all'ultimo G20 ad Antalya, con lo stesso Putin e Obama seduti a un tavolino a parlare fitto fitto: Putin e il presidente degli Stati Uniti si incontreranno durante il vertice del G20, perchè, come ha detto il portavoce del leader russo, Dmitry Peskov, «è ovvio che i presidenti al G20 (in questo caso Russia e Stati Uniti, Ndr) in un modo o nell'altro si incrociano nel quadro del Forum». In precedenza, il consigliere di politica estera del presidente degli Stati Uniti Ben Rhodes ha detto che la Casa Bianca non esclude una riunione informale Obama-Putin a margine del vertice del G20. Idem il Cremlino, per bocca di Jurij Ushakov.

(Con fonte Askanews)