12 luglio 2020
Aggiornato 08:00
Un nuovo referendum terrorizza Bruxelles

Immigrazione, Ungheria al referendum il 2 ottobre sulle quote imposte dall'Ue

Non c'è pace per Bruxelles. Dopo il referendum sulla Brexit, il prossimo 2 ottobre gli ungheresi saranno chiamarsi alle urne per esprimersi sull'odiato piano di redistribuzione dei migranti

BUDAPEST - Altra gatta da pelare per Bruxelles, e anche questa a causa di un referendum. L'Ungheria, il 2 ottobre prossimo, chiamerà i cittadini a esprimersi sul piano europeo di distribuzione dei migranti fra i Paesi membri, al quale il governo conservatore del premier Viktor Ornban si è detto fermamente contrario: lo ha annunciato il presidente della Repubblica, Janos Ader.

Orban da sempre contrario
Il governo di Orban aveva votato contro il piano europeo, approvato nel settembre scorso a maggioranza dai 28 Paesi membri; sia l'Ungheria che la Slovacchia avevano preannunciato un ricorso legale e Budapest una consultazione referendaria.

Il quesito
Gli ungheresi saranno quindi chiamati a rispondere al seguente quesito: «Volete che l'Unione Europea decreti una redistribuzione obbligatoria di cittadini non ungheresi in Ungheria senza l'approvazione del Parlamento ungherese?».  La consultazione è stata proposta dal governo di Orban e approvata dal Parlamento il 10 maggio. Sarà valida con l'affluenza di almeno 50%. Secondo Orban, si tratta di decidere sull'indipendenza e sulla sovranità del Paese, e di far valere il diritto di scegliere con chi convivere. L'opposizione accusa Orban di voler portare l'Ungheria fuori dall'Ue, seguendo l'esempio britannico.

Contro la decisione di Bruxelles
In base a quanto stabilito da Bruxelles, l'Ungheria dovrebbe accogliere circa 1300 migranti da ricollocare, ma il governo teme un sistema di quote e con il referendum vuole mettere le mani avanti. Dopo l'annuncio della Presidenza della Repubblica, il ministro dell'Informazione, Antal Rogan, ha ricordato che l'Ungheria sarà il primo Paese dove si voterà sulla politica europea di immigrazione, e gli elettori sono chiamati ad esprimere un messaggio di protesta contro questa politica. «Sono soltanto gli ungheresi a decidere con chi vogliono convivere», ha detto.

Violazione della sovranità?
Budapest sostiene che il piano - la cui applicazione peraltro sta procedendo con molta lentezza - viola la propria sovranità nazionale e rischia di facilitare l'ingresso nel Paese di «terroristi»: Bruxelles «non ha il diritto di ridisegnare l'identità culturale e religiosa dell'Europa», aveva avvertito Orban.

(Fonte Askanews)