8 dicembre 2019
Aggiornato 15:00

Turchia nell'Unione europea? Un altro tassello tragicomico di questa molle Europa

La Ue non sta esportando democrazia e benessere, bensì sta importando modelli di vita anti-democratici e disumani come quello turco. E il terrorismo viene usato per ricattare Bruxelles

ROMA - Come un quadro di Salvador Dalì la realtà appare distorta al punto da divenire surreale. Un episodio piccolo piccolo e una scena geopolitica enorme compongono il quadro surreale della iper-realtà odierna, in cui si compenetrano aspetti tragici e comici.

Prima scena: cinesi che manifestano a Sesto Fiorentino
Prima scena, l’episodio piccolo piccolo.Trecento cinesi in quel di Sesto Fiorentino fronteggiano in una calda notte d’estate truppe della polizia in assetto anti-sommossa: la folla scandisce parole in un idioma ignoto, che brandisce bottiglie e pietre, che issa la bandiera della Repubblica Popolare Cinese. Dopo qualche secondo di confronto parte una violenta sassaiola rivolta verso le forze dell’ordine; vengono lanciate bottiglie di vetro, mattoni, sbarre di ferro, tutto ciò che capita. La polizia reagisce e disperde i cinesi con una carica. Alcuni manifestanti sono feriti e cadono a terra. Pozze di sangue si allargano al suolo. Feriti anche alcuni agenti colpiti da sassi.

Il diritto a non avere regole che tutelino la salute sul posto di lavoro o l’ambiente
Per cosa manifestavano quei cinesi, a cosa era dovuta la loro rabbia? Rivendicavano il diritto a non avere regole che tutelino la salute sul posto di lavoro o l’ambiente. Rivendicavano condizioni di lavoro prossime alla schiavitù: rivendicavano, con quella bandiera rossa issata, di poter essere un pezzo di Cina in Italia. Non un piccolo gruppo di persone, ma un’avanguardia operaia dell’intero settore tessile italiano, quello che ruota intorno a Firenze e Prato. Migliaia e migliaia di lavoratori che vogliono tornare ai tempi di Etienne Lantiere, protagonista di «Germinale», epico romanzo di Zola. Una lotta operaia al contrario, in cui la battaglia è per poter essere liberi di essere schiavi. Fa impressione perfino descriverla una vicenda così.

Seconda scena: l'entrata della Turchia nella Ue
La seconda scena, il quadro geopolitico enorme. Nelle stesse pagine dei giornali che raccontano questa incredibile storia di un mondo capovolto, senza spiegarne le ragioni, si trova la massa sottostante della punta dell’iceberg rappresentata dalla rivolta dei cinesi: l’entrata nell’Unione europea della Turchia. Ciechi di fronte all’evidenza che la Ue non sta esportando democrazia e benessere, bensì sta importando modelli di vita anti-democratici e disumani come quello cinese, non si sa bene chi sta decidendo che nella nostra comunità dovrà entrare un paese governato da un fanatico religioso, privo di scrupoli, armato fino ai denti, dove la schiavitù è prassi consolidata, perfino tra i migranti che non vogliamo e gli diamo in cambio di soldi. Solo due mesi fa un reportage prodotto da «Piazza Pulita» raccontava la vita di centinaia di bambini schiavi utilizzati nella produzione tessile al confine tra Turchia e Siria: esseri umani di appena otto anni privi di tutela buttati come carne da macello in lavorazioni pericolose.

Democrazia a rischio e supporto agli estremisti islamici: è questa la Turchia che vogliamo?
Solo due mesi fa il commissario dei diritti umani del Consiglio d’Europa, Nils Muiznieks, diceva: «Negli ultimi mesi il rispetto per i diritti umani si è deteriorato a una velocità allarmante», e denunciava «l’aumento esponenziale nel numero di processi per insulto al Presidente, nonché i danni irreparabili alla libertà di stampa e al pluralismo causati dalla presa di controllo di giornali e televisioni». Senza dimenticare il plateale supporto che il governo turco ha dato agli estremisti islamici che hanno fatto esplodere il Medio Oriente, come ricordato perfino da re Abdallah di Giordania in una intervista recentemente pubblicata. Questa è la Turchia che noi vogliamo dentro la Ue, pezzo di ricambio pronto uso dell’Inghilterra appena uscita. Ciechi di fronte alla totale assenza delle più elementari forme del diritto, viene rivendicata da chi comanda l’immediato coinvolgimento della Turchia nella vita Ue anche in virtù degli attacchi terroristici che l’hanno colpita negli ultimi mesi. Una ragione in più per pensare tutto il peggio possibile di questi atti, ricatto morale nei confronti della molle Europa.

Ci mancava solo un'altra guerra fredda priva di senso
Inimmaginabili le conseguenze qualora la Turchia dovesse anche adottare l’euro. Ipotesi, questa, non più peregrina perché tutto ciò che può riportare le lancette della storia indietro di quattro secoli è oggetto di estrema concupiscenza in questa Europa surreale. Quindi non più una comunità di schiavi cinesi che rivendica il loro diritto a effettuare un effetto dumping fuori dai patrii confini, ma una intera che viene invitata a farlo, in nome non si bene di che cosa. In questi accorati articoli, appelli, editoriali che salutano il sol dell’avvenire turco in Europa starebbe anche il ruolo anti-russo che avrebbe il presidente Erdogan. Lo si dice senza ipocrisia, anzi rivendicando una guerra fredda priva di senso.