23 ottobre 2019
Aggiornato 18:00
Il Guardian dà i pro-Brexit 6 punti in vantaggio

Brexit, ecco perché la campagna anti-Ue sta avendo tanto successo

Gli ultimi sondaggi diffusi dai media inglesi parlano di una decisa ascesa del fronte del pro-Brexit. Che sta conducendo una campagna sempre più convincente

LONDRA - A una settimana dal referendum sulla permanenza del Regno Unito nell'Ue, l'irresistibile ascesa del fronte pro-Brexit prosegue inarrestabile. L'ultimo sondaggio sulla Brexit pubblicato sul sito del Guardian attribuisce un netto vantaggio al fronte del «Leave». Coloro che vogliono uscire dall'Unione europea sono, secondo la ricerca Icm, il 53% della popolazione, contro il 47% di coloro che vogliono restare. Due settimane fa il rapporto era 52%-48%: la forbice si è evidentemente allargata ancora.

Previsioni preoccupanti per Bruxelles
Previsioni che, naturalmente, preoccupano il premier conservatore David Cameron e il cancelliere per lo Scacchiere George Osborne, oltre al Labour Party: l'establishment, ovviamente, è a favore dello status quo. Il dato, ricorda il Guardian, può essere stato influenzato anche dal fatto che questa settimana sono stati pubblicati cifre ufficiali sull'immigrazione, il cui saldo netto è di 330mila unità nel secondo trimestre del 2015.

Euroscetticismo direttamente proporzionale all'età
L'analisi dei dati per gruppo conferma, peraltro, che l'euroscetticismo è direttamente proporzionale all'età: fra i giovani il 56% vuole restare nell'Ue, mentre tra gli over 65 il 55% vuole uscirne. Il sondaggio è stato compiuto su un campione di 1000 persone raggiunte per telefono tra il 10 e il 13 giugno.

A solo una settimana dal referendum
Anche le rilevazioni del Telegraph - pur con qualche differenza di punteggio - danno la Brexit in vantaggio. La campagna per l'uscita del Regno Unito dall'Ue avrebbe superato di un punto quella per il «Remain»: 49% contro 48%. Il sondaggio mostra anche come le ragioni del «Leave» siano attualmente supportate da sempre più ampie fette di elettorato, non solo dagli «irriducibili» anti-Ue. Il quotidiano sottolinea peraltro come il fronte pro-Brexit sia salito di ben quattro punti in una sola settimana, mentre quello a favore di Bruxelles sia crollato di tre punti negli ultimi sette giorni.

Perché questi dati?
Gli ultimi giorni, in effetti, sono stati particolarmente intensi nel campo del «Leave». I sostenitori della Brexit hanno puntato molto sulla questione dell'immigrazione, particolarmente sentita dall'elettorato britannico, sempre più restio non solo all'arrivo di extracomunitari, ma anche a quello di europei. La campagna si è però concentrata su un aspetto in particolare della questione migratoria: si è parlato molto, cioè, del numero di immigrati che potrebbero entrare nel Regno qualora la Turchia dovesse diventare membro dell'Unione europea. Una prospettiva che, dopo il controverso accordo sui migranti firmato con Ankara, non è più così peregrina. L'argomento che deve aver particolarmente impressionato i cittadini britannici, al punto da far schizzare le preferenze per il divorzio dall'Ue. Il tutto, mentre crescono i timori che gli elettori del Labour possano sposare la causa della Brexit, con il leader Jeremy Corbyn accusato dai pezzi grossi del suo partito di non aver fatto campagna per la permanenza in Europa. Il dibattito, insomma, è sempre più infuocato, e, a 9 giorni dal referendum, tutto fa pensare che presto l'Unione perderà per strada un suo pezzo importante.