28 settembre 2020
Aggiornato 21:30
Dopo Bruxelles, gli Usa lanciano un «travel alert»

Se i terroristi ci uccidono anche l'economia europea

Tempi bui, per l'Europa. Gli attentati di Bruxelles, oltre ad aver seminato panico e morte, avranno dure ripercussioni anche a livello economico. Complice, l'allerta lanciata dal Dipartimento di Stato Usa, che ha caldamente sconsigliato agli americani di recarsi nel Vecchio Continente.

BRUXELLES - Sono giorni di paura e disperazione in Europa, dopo che martedì scorso due terribili attacchi terroristici hanno insanguinato Bruxelles. Giorni in cui l'Unione si chiede quale debba essere la risposta a questa violenza, e come poter prevenire nuovi attentati. Ma quanto è accaduto qualche giorno fa nella capitale d'Europa potrebbe avere ripercussioni profonde anche su un altro piano: quello dell'economia. Perché, all'indomani delle stragi, il Dipartimento di Stato americano ha allertato i cittadini americani riguardo alla possibilità che vi siano nuovi attentati. E ha caldamente consigliato loro, dunque, di non recarsi in Europa da qui ai prossimi mesi.

Come dopo il 13 novembre...
In pratica, siamo finiti alla stregua di Paesi come il Congo e l'Uganda, che gli Usa includono tra le mete che sarebbe meglio evitare in quanto non sicure. O come il Bangladesh, il cui ministro delle Finanze, lo scorso ottobre, ha duramente protestato contro il Dipartimento di Stato americano per aver sconsigliato ai cittadini americani di visitare il Paese. La questione - è chiaro - è tutt'altro che secondaria. Perché già dopo l'allerta lanciata in seguito agli attacchi di Parigi dello scorso novembre, le prenotazioni di voli dagli Stati Uniti alla Francia sono precipitate del 101% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Non a caso, una prima stima tracciata dal Tesoro francese dopo il 13 novembre prevedeva possibili perdite fino a 2 miliardi di euro, cioè lo 0,1% del Pil. La Francia, non a caso, è sempre stata una delle mete turistiche predilette dagli stranieri, principalmente gli americani. E già nella prima settimana dopo gli attentati, Printemps e Galeries Lafayette hanno perso rispettivamente il 30 e il 50% di visitatori. Negli alberghi, il tasso d’occupazione è calato del 20% nel primo weekend e i ricavi per camera ancora di più. E i contraccolpi si sono fatti sentire anche nel mercato immobiliare.

Turismo nel mirino
Ma la Francia potrebbe non essere un caso isolato: perché ora l'allerta lanciata dal Dipartimento di Stato Usa riguarda l'Europa in generale. Un'Europa dall'economia già di per sé traballante, con un tasso di disoccupazione del 10,3% e la possibilità che il Regno Unito, uscendo dall'Unione, si porti via con sé il proprio Pil. D'altra parte, l'Europa è sempre stata una delle mete predilette dai turisti americani. Nel 2015, secondo i dati dell'U.S. National Trade and Tourism Office, hanno visitato il Vecchio Continente ben 11,8 milioni di americani, soprattutto nei mesi di marzo, aprile e giugno. Di conseguenza, i visitatori d'oltreoceano hanno largamente concorso a determinare quei 780 miliardi di entrate legate al turismo nel 2014. Senza contare, poi, che ci sono Paesi per cui il turismo è un settore chiave: l'Italia in primis. Che vede un buon 4% del Pil garantito dai visitatori che giungono a rifarsi gli occhi delle sue bellezze.

Conseguenze catastrofiche
Ma non è la prima volta che un'allerta globale ha riguardato il Vecchio Continente. Qualcosa di simile è accaduto il 3 ottobre 2010, quando si diffuse la notizia secondo cui Al Qaeda stesse progettando attentati in Europa. Da qui, il «travel alert» statunitense, che ha fatto crollare i voli dall'America alla Gran Bretagna, alla Germania e alla Francia, rispettivamente, del 35, 40 e 42%. Oggi, dopo che il cuore dell'Europa è stato colpito tanto duramente, è altamente probabile che le ripercussioni siano ancora peggiori di allora. Anche perché ci sono altre variabili da tenere in considerazione: si pensi a un Paese come la Grecia, che vive di turismo, e che già sta vedendo quel settore prostrato dall'emergenza migratoria in corso e dai continui sbarchi sulle isole. Così, la minaccia lanciata dal terrore potrebbe davvero dare il colpo di grazia all'economia europea, che tra l'altro, a causa delle severe ricette di austerity, già non gode di ottima salute.