28 settembre 2020
Aggiornato 01:30
Ma al Nusra annuncia una nuova offensiva

Siria, Mosca inizia il ritiro. De Mistura e l'opposizione siriana plaudono

La Russia ha iniziato questa mattina a ritirare il suo equipaggiamento militare dalla Siria, dopo l'annuncio di ieri del presidente Vladimir Putin sulla fine della missione russa in territorio siriano

MOSCA - La Russia ha iniziato questa mattina a ritirare il suo equipaggiamento militare dalla Siria, dopo l'annuncio di ieri del presidente Vladimir Putin sulla fine della missione russa in territorio siriano. «I tecnici alla base aerea» russa in Siria «hanno iniziato a preparare gli aerei per voli di lungo raggio verso le basi della Federazione russa», ha annunciato il ministero della Difesa di Mosca in un comunicato, aggiungendo che il personale militare sta caricando equipaggiamenti e materiali sui voli. Il Consiglio di sicurezza dell'Onu e l'Iran avevano giudicato «positivo» l'annuncio di ieri di Putin sulla conclusione della missione russa in siria. Secondo quanto riferito ieri dalla Casa Bianca, il presidente russo ha evocato per telefono con il suo omologo americano Barack Obama «il ritiro parziale» delle forze russe dalla Siria.

L'opposizione siriana si rallegra
L'opposizione siriana si è rallegrata dell'annuncio sul ritiro della maggior parte delle forze russe dal Paese, ma attende di vederne l'impatto sul terreno. «Noi dobbiamo verificare la natura di questa decisione e il suo significato», ha dichiarato a Ginevra alla stampa Salem al Meslet, portavoce della delegazione dell'Alto comitato per i negoziati (Hcn), che riunisce i gruppi chiave dell'opposizione impegnati nei negoziati di pace mediati dalle Nazioni unite.

Assad è d'accordo
«Il compito affidato al nostro Ministero della Difesa e alle nostre forze armate è stato nel complesso eseguito e dunque ho ordinato al Ministero di iniziare da domani (oggi, ndr) il ritiro della maggior parte del nostro contingente militare dalla Repubblica di Siria» aveva annunciato Putin. La decisione di Putin è stata confermata anche da un comunicato del Cremlino, nel quale si spiegava che l'iniziativa ha ricevuto anche il sostegno del presidente siriano Bashar al-Assad e che di comune accordo è stato deciso che Mosca manterrà una base aerea in Siria per controllare il rispetto del cessate il fuoco in vigore dal 27 febbraio scorso.

Il ritiro degli aerei
I primi aerei russi stanno lasciando la loro base in Siria, dopo l'annuncio del presidente Vladimir Putin sulla fine della missione militare russa in territorio siriano: lo ha riferito questa mattina il ministero russo della Difesa. Il ministero russo della Difesa ha annunciato che un primo gruppo di aerei da trasporto e bombardieri russi ha preso il volo verso la Russia nel quadro del ritiro annunciato da Putin. «Il primo gruppo di aerei russi è partito dalla base di Hmeimim, in direzione della loro base aerea di origine in Russia», ha indicato il ministero in un comunicato. Il gruppo a cui fa riferimento il ministero comprende aerei da trasporto T-154 e cacciabombardieri Su-34. Il ritiro parziale russo dalla Siria rappresenta «uno sviluppo significativo»: lo ha detto oggi l'inviato dell'Onu per la crisi siriana, Staffan De Mistura, commentando l'avvio del ritiro della missione militare russa in territorio siriano. De Mistura ha auspicato che questa operazione di ritiro russo possa avere "un impatto positivo" sui negoziati di pace in corso a Ginevra. «L'annuncio del presidente Putin, nel giorno stesso di inizio di questo round di negoziati intersiriani a Ginevra, è uno sviluppo sisgnificativo che, noi speriamo possa avere un impatto positivo sullo stato di avanzamento dei negoziati a Ginevra, che mirano a trovare una soluzione politica al conflitto siriano e una transizione politica pacifica nel Paese», ha spiegato de Mistura, in un commento riferito ai media dal portavoce dell'Onu a Ginevra, Ahmad Fawzi. 

Cosa rimarrà
La Russia manterrà in Siria tutti i mezzi necessari alla protezione delle sue strutture in Siria, compresi i sistemi di difesa aerea S-400: lo ha detto oggi il capo dell'amministrazione del Cremlino, Sergei Ivanov, citato da Ria Novosti. «Al fine di fornire in modo efficace la sicurezza, anche dall'aria, i più moderni sistemi di difesa aerea sono necessari», ha detto Ivanov rispondendo a una domanda dei giornalisti sull'eventualità che la Russia mantenga il sistema TIC S-400S in Siria.

Minacce
ll Fronte al Nusra, ramo di al Qaida in Siria, ha annunciato una nuova offensiva nel Paese in tempi brevissimi, 48 ore, mentre la Russia, alleata del regime di Damasco, ha avviato il ritiro delle sue forze dal terreno. «E' chiaro che la Russia ha subito una sconfitta ed entro 48 ore il Fronte al Nusra lancerà un'offensiva in Siria» ha detto via Skype all'Afp un comandante della formazione jihadista in Siria.

(fonte afp)