13 dicembre 2019
Aggiornato 09:00

Ecco perché tra Polonia e Ue è gelo

Oggi il presidente polacco Andrzej Duda ha difeso le leggi che minacciano di mettere sotto il controllo dell'Esecutivo il tribunale costituzionale nazionale e il sistema dei media, leggi contro cui sta agendo l'Unione europea

VARSAVIA - La «democrazia e la libertà dei media» in Polonia «non sono a rischio», ciascuno può esprimere il proprio pensiero e Varsavia «resta filo-europea» e intende cooperare per affrontare le nuove sfide dell'Ue e «cementificare» i valori come «pace, sicurezza e comunità». A dirlo è il presidente polacco Andrzej Duda sul Financial Times pochi giorni dopo che la Commissione Europea ha attivato per la prima volta il meccanismo del cosiddetto «Quadro dell'Ue per rafforzare lo Stato di diritto» dopo le contestate leggi che minacciano di mettere sotto il controllo dell'Esecutivo il tribunale costituzionale nazionale e il sistema dei media.

Il voto dei polacchi
Duda ha sottolineato che i polacchi hanno votato chiaramente dando «una maggioranza assoluta a un partito per la prima volta nella storia recente del Paese», segno di un desiderio di cambiamento che ha portato a una serie di riforme. Il capo di stato conservatore ha ammesso che «nelle ultime settimane» si sono verificate «una serie di proteste anti-governative» e ha spiegato che «tutti hanno il diritto di manifestare la propria rabbia apertamente». E infine, rinnovando il desiderio di collaborare con i partner europei, Germania in primis, Duda ha affermato che l'«Europa rischia un contraccolpo se aprirà un'indagine sulle leggi polacche».

Appello alla calma
Il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk e il capo di stato polacco Andrzej Duda hanno invitato alla «calma» dopo l'iniziativa dell'Unione europea. Duda, dopo l'incontro con Tusk, ha dichiarato che «quello che serve è un dialogo sereno dopo aver placato gli animi». Tusk, ex premier polacco, dal canto suo ha invece sottolineato ripetutamente il bisogno di «moderazione e di un linguaggio ragionevole».

Tensioni
Nonostante l'appello alla calma, l'incontro tra Duda e Tusk è andato in scena all'insegna della tensione. «La mancanza di un’analisi oggettiva a volte conduce a discussioni non necessarie, al crearsi di emozioni esagerate. Sembra essere questo il caso oggi. E’ un clima che nuoce all’unità europea, e al nostro interesse nazionale» ha dichiarato in conferenza stampa Duda. Parole che hanno irritato Tusk, promotore del rilancio economico polacco dell’ultimo decennio e che osserva preoccupato gli sviluppi interni che hanno portato all’apertura di un’inchiesta europea per i rischi allo stato di diritto in Polonia. «Quello che conta davvero per il Paese è mantenere la sua buona reputazione. Una reputazione costruita con fatica nel corso degl ultimi 25 anni» ha tuonato Tusk.

Vox populi
Entrato nell’Unione europea nel 2004, il Paese vive oggi una profonda frattura a livello sociale. Frattura ricreatasi a Bruxelles, dove in strada sono scesi manifestanti contro e a favore l’attuale governo. 
«Il nuovo governo sta apportando cambiamenti che minano lo stato della democrazia, si vuole limitare l’indipendenza della Corte Costituzionale e poi è stata approvata una legge che mina la libertà di espressione», ha spiegato una cittadina polacca. La pensano diversamente i sostenitori del Partito Diritto e Giustizia: «Lo stato della democrazia non ha subito ripercussioni» sostiene una sostenitrice dell’attuale governo. «Penso, anzi, che quello che sta facendo l’opposizione in questi giorni sia un abuso».

Compromesso per scongiurare Brexit
Il presidente polacco Andrzej Duda ha esortato l'Unione europea a trovare un compromesso per mantenere la Gran Bretagna nell'Ue, perché un'eventuale Brexit porterebbe anche al collasso dell'unione. «Non è nell'interesse della Polonia che la Gran Bretagna esca dall'Ue - ha dichiarato Duda che si trova a Bruxelles dove ha incontrato il presidente del Consiglio Ue Donald Tusk - Dobbiamo trovare un compromesso come Ue per garantire che Londra abbia un posto nell'Unione», un compromesso «cauto che non mini del libertà di base» dell'Ue che «sono molto importanti per i polacchi», ha aggiunto. «L'uscita della Gran Bretagna potrebbe portare a una grande crisi e anche al collasso dell'Ue», ha concluso Duda.

(Con fonte Askanews)