18 ottobre 2019
Aggiornato 15:00
Vertice Apec a Manila, temi economici in secondo piano

Usa-Cina, tensione alle stelle. Obama: stop alla costruzione delle isole artificiali

Il presidente degli Stati uniti Barack Obama ha chiesto oggi alla Cina di terminale la costruzione di isolette artificiali nell'area del Mar cinese meridionale contesa da diversi paesi della regione

NEW YORK - Il presidente degli Stati uniti Barack Obama ha chiesto oggi alla Cina di terminale la costruzione di isolette artificiali nell'area del Mar cinese meridionale contesa da diversi paesi della regione. Obama ha parlato nell'ambito del vertice annuale della Cooperazione economica Asia-Pacifico (Apec) tra i 21 paesi del Pacifico che raggruppano 3 miliardidi abitanti. Un summit che doveva essere dedicato all'economia, ma che è stato dirottato sul tema politico.

Disputa
La Cina ha ripetutamente insistito che la disputa territoriale sulle aree attorno alle isole Spratly non doveva diventare oggetto del vertice. Ma, poche ore prime del summit che inizia oggi e continua domani, Obama ha ribadito le preoccupazioni per l'attivismo cinese nell'area. «Abbiamo discusso dell'impatto delle attività di innalzamento dei fondali e della costruzione di isolette sulla stabilità regionale», ha detto Obama alla fine di un incontro col presidente filippino Benigno Aquino. «Noi - ha continuato - concordiamo sulla necessità di fare passi per abbassare la tensione, compresa una richiesta di fermare ulteriori innalzamenti dei fondali, nuove costruizione e la militarizzazione delle aree contese nel Mar cinese meridionale».

Braccio di ferro
Oltre alla Cina, Filippine, Vietnam, Malaysia, Brunei e Taiwan reclamano le zone marittime contese, che sono strategiche per i traffici marittimi e sono ritenute ricche di risorse energetiche. La Cina ha reagito con furia agli sforzi di Obama per trascinare la questione sul piano politico, definendo le costruzioni come «legali, giustificato e ragionevole» per bocca del portavoce del ministero degli Esteri Hong Lei. «Se c'è qualcuno che deve finire - ha continuato - sono gli Stati uniti che devono smetterla di giocare con la questione del Mar cinese meridionale, smetterla di esacerbare le tensioni nel Mar cinese meridionale». In un discorso prima del summit il presidente cinese Xi Jinping non ha citato la questione, ma ha invitato i paesi del Pacifico a «risolvere le loro differenze atteaverso il dialogo e la consultazione».

Impegno Usa per le Filippine
Il presidente americano Barack Obama ha promesso ieri un impegno «inattaccabile» da parte degli Stati Uniti a difesa delle Filippine, coinvolte nella disputa territoriale con la Cina nel Mar cinese meridionale. «Gli Stati Uniti sono impegnati per la sicurezza di questa regione da oltre 70 anni, abbiamo un accordo, un impegno inattaccabile, per la difesa del nostro alleato le Filippine, che può contare sugli Stati uniti», ha detto Obama dopo una visita su una nave della Marina filippina a Manila. Il presidente americano è giunto nelle Filippine per il Forum della Cooperazione economica per l'Asia-Pacifico (Apec).

Aiuti per la sicurezza marittima
Gli Stati Uniti hanno anche annunciato aiuti da 259 milioni di dollari agli alleati del Sud-Est asiatico per la sicurezza marittima, a fronte delle crescenti tensioni per la decisione della Cina di costruire isole artificiali nel Mar cinese meridionale. Lo ha annunciato la Casa Bianca poche ore dopo l'arrivo a Manila del presidente Barack Obama per il Forum della Cooperazione economica per l'Asia-Pacifico (Apec). «Rafforzeremo la sicurezza marittima dei nostri alleati e partner per rispondere alle minacce nelle acque al largo delle loro coste e per garantire maggiore sicurezza marittima nella regione», si legge nella nota. Saranno le Filippine, uno dei più stretti alleati di Washington, a ricevere il grosso degli aiuti. Nel comunicato si precisa che Manila avrà 79 milioni di dollari di aiuti e una terza nave militare, dopo quelle già avute nel 2011 e nel 2013.

(Con fonte Askanews)