14 ottobre 2019
Aggiornato 12:00
L'avvertimento di Davutoglu ad Angela Merkel

Turchia, premier: non accoglieremo per sempre i migranti che non vuole l'Ue

Per il premier Davutoglu, la Turchia non è un 'campo di concentramento' e non intende accogliere in maniera permanente sul suo territorio i migranti che l'Unione europea non vuole

ISTANBUL - La Turchia non è un «campo di concentramento» e non intende accogliere in maniera permanente sul suo territorio i migranti che l'Unione europea non vuole: è quanto ha detto il Primo ministro islamo-conservatore Ahmet Davutoglu. «Non possiamo accettare un accordo sulla base seguente: 'Dateci i soldi e restano in Turchia'. La Turchia non è un campo di concentramento», ha dichiarato Davutoglu in un'intervista concessa all'emittente A Haber. Il premier turco ieri sull'emergenza migranti ha avuto un incontro a Istanbul con la cancelliera tedesca Angela Merkel.

Meccanismi congiunti
«L'ho detto ad Angela Merkel. Nessuno deve aspettarsi dalla Turchia che si trasformi in un campo di concentramento dove resteranno tutti i rifugiati», ha insistito Davutoglu. Ma «l'immigrazione illegale deve essere controllata», ha aggiunto il capo del governo di Ankara. «Per questo - ha concluso - metteremo a punto dei meccanismi congiunti».

Negoziati con l'Europa
Bruxelles ha annunciato la scorsa settimana un «piano di azione» secondo cui Ankara si impegnerebbe a trattenere i migranti, per lo più rifugiati siriani, che vogliono raggiungere le frontiere dell'Europa in cambio di una liberalizzazione progressiva dei visti che sono richiesti ai cittadini turchi per entrare nell'Ue e una ripresa del negoziato di adesione di Ankara all'Unione, arenato ormai da anni. La Turchia, che accoglie già ufficialmente 2,2 milioni di rifugiati siriani, ha definito il piano il «miglior approccio» dell'Unione europea in direzione di una condivisione del peso della crisi dei rifugiati.

Merkel: su Ankara straordinaria pressione migratoria
Merkel dal canto suo ha dichiarato che il fatto che la Turchia abbia dovuto affrontare l'immensa sfida di occuparsi di oltre due milioni di rifugiati siriani con una disponibilità limitata di fondi ha portato a una «pressione migratoria» che ha causato il flusso di migranti verso l'Europa. «La Turchia ha avuto un esiguo aiuto internazionale fino ad ora a confronto del grande contributo che ha dato», ha sottolineato il cancelliere aggiungendo che non è interesse di nessuno che la crisi si trasformi in immigrazione illegale verso l'Ue. «Ci impegneremo di più finanziariamente come Unione europea. La Germania farà la sua parte».

(Con fonte Askanews)